Azienda Fongoli societĂ agricola s.s. Loc. S.
Marco, 67 06036 Montefalco (PG)
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Sulla collina di San Marco, nel cuore di Montefalco, la famiglia Fongoli coltiva un patrimonio che non è solo agricolo ma geologico, culturale, profondo. Da quassĂš la vista abbraccia lâUmbria centrale, incrocio di venti, di colline dolci, di strade medievali, di ulivi bruni e vigneti tesi come corde musicali. Ă un paesaggio che respira in verticale. Dalla rupe di Trevi alle pietre di Spello, dalla Val di Clitunno alla distesa di olivi che ricopre il territorio come una trama antica, tutto racconta di una terra plasmata dal tempo, dove lâacqua dei fiumi ha scavato lontano e la luce si posa sui filari con unâattenzione quasi chirurgica.
San Marco non è soltanto un rilievo geografico. Ă una linea di confine naturale che guarda a sud verso il Sagrantino, al fulcro viticolo di Montefalco, e che vibra di un microclima particolare. Le brezze della valle asciugano le vigne, le notti concedono quel salto termico che affina il frutto, i suoli argillosi e calcarei trattengono umiditĂ e minerali, mentre la collina dona pendenze e esposizioni che cambiano di metro in metro. Qui la vite affonda radici lente, cercando frescura e sale nella profonditĂ del terreno. Ă questo intreccio a dare struttura, tannino e colore ai vini rossi, mentre i bianchi trovano un passo piĂš luminoso e salino, quasi sospeso. Lâazienda Fongoli nasce proprio qui, nei primi anni del Novecento, quando Decio Fongoli riunisce diversi poderi e costruisce una realtĂ agricola intera: vino, olio, campi, animali. Non una somma di attivitĂ , ma un organismo.
Con Angelo Fongoli arriva lâepoca dellâimbottigliamento e la sua caparbietĂ porta fino alla DOC del Sagrantino nel 1977, prima e unica in quellâanno. Dal 1989 la guida passa al nipote Decio, poi nel 1999 al pronipote Angelo. La continuitĂ si fa piĂš che familiare, diventa scelta agricola, etica, poetica. Lâazienda, oggi circa trentacinque ettari in un unico corpo, di cui ventitrĂŠ a vigneto, sei di ulivi e il resto bosco, tartufaia e prato, è interamente condotta in biodinamica. Una biodinamica ortodossa e allo stesso tempo personale, niente dogmi vuoti, nessuna semplificazione. Un rapporto intimo tra terra e uomo.
Nei vigneti il suolo non viene mai compresso oltre il necessario. La vita microbica è considerata piÚ importante di qualsiasi resa. Le lavorazioni seguono le stagioni con gesto misurato, lavorazione profonda in autunno, copertura vegetale spontanea o seminata in primavera ed estate, sovescio, assenza totale di concimi e letame, uso di preparati biodinamici come il cornoletame prodotto in azienda. Niente diserbo chimico. Nessun attrezzo rotativo a spezzare la stratificazione del terreno.
Sottofila lavorato solo a dischi, tra filare e filare vegetazione spontanea, gestita con cura perchĂŠ resti autoctona, varia, vibrante.
Qui il vino comincia giĂ dallâaria, insetti, erbe, foglie dâalto fusto, lembi di bosco che entrano tra i filari. La biodiversitĂ non è un fine estetico ma condizione agricola. Un monitoraggio costante di ciò che abita i vigneti conferma una vitalitĂ crescente, anno dopo anno. La vinificazione segue lo stesso respiro. La cantina, al centro della proprietĂ , permette una vendemmia rapida e pulita. Le uve entrano senza perdere freschezza, in larga parte senza solforosa aggiunta. Nessuna fermentazione indotta, solo lieviti indigeni, stimolati dallâossigeno nei primi passaggi. Lâacciaio viene utilizzato per la fermentazione dei vini frizzanti, mentre tutti gli altri vini, fermentano spontaneamente in contenitori aperti come lâanfora, il cemento e la  mastella.
Le masse piccole permettono ascolto, sensibilità , intuizione. Il vino rosso destinato al tempo riposa in grandi botti di rovere di Slavonia, due anni per il Montefalco Rosso, fino a cinque per il Sagrantino. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione. I travasi seguono le fasi lunari, lasciando che sia il tempo a fare ciò che serve.
E poi le bottiglie, memoria di famiglia, un archivio unico, nato dalla pazienza e dallâordine. Etichette diverse, carte, grammature, colori, indicazioni di legge che cambiano insieme al Paese e al mondo. Un secolo di transizioni raccontato in silenzio, gesto dopo gesto. La storia della cantina Fongoli è la storia di un luogo agricolo completo in cui tutto ritorna, la terra genera uva, lâuva diventa vino, il vino torna in terra come humus, energia, memoria. Da questo ciclo nasce un Sagrantino capace di raccontare Montefalco con tannino e profonditĂ , e vini bianchi e rosati che parlano di luce, giorno dopo giorno.
A Montefalco, sulla collina di San Marco, la biodinamica non è unâetichetta ma un fondamento.
Ă un modo di abitare il paesaggio lasciando che sia la terra a parlare per prima.
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