Una storia che, pur essendo già stata raccontata, non perde mai il suo fascino e la sua bellezza: un avvocato bolognese, Stefano, si trova a incrociare il destino di una ragazza abruzzese, la cui famiglia possiede una vastissima tenuta agricola. La terra, che si stende a perdita d’occhio, è ricca e generosa, ma soprattutto è una terra di vitigni, fortemente vocata all’allevamento della vite, grazie alla sua particolare altitudine e alla composizione del suolo. Così, spinti da un sogno comune e dal coraggio di un amore profondo per la natura e la tradizione, decidono di sposarsi e di riportare in vita una piccola cantina, chiusa da sessant'anni, che si trova nell’agro di Loreto Aprutino, un paesaggio incontaminato, “rustico e spartano”, ma straordinariamente favorevole alla viticoltura.
La loro scelta non è stata semplice. La terra, pur avendo enormi potenzialità, è di quelle che non promettono facili guadagni. Decidono di intraprendere un cammino che rispetta la natura e il suo ritmo: produrre poche migliaia di bottiglie di vino all’anno, mantenendo un’alta qualità e seguendo rigorosamente i principi dell’agricoltura biodinamica. In una regione già famosa per i suoi vini, Stefano e la sua famiglia scelgono di non cedere a compromessi, ma di fare della loro cantina un progetto autentico, che rispecchi fedelmente la terra da cui nasce ogni grappolo.
“Il vino che facciamo – ripete spesso Stefano – è lo specchio della terra da cui proviene, senza compromessi. Il nostro obiettivo non è vendere bottiglie, ma vivere la vigna.” Ed è proprio questa filosofia che guida ogni gesto in cantina: ogni fase della produzione è seguita con la massima attenzione, mantenendo l’approccio naturale in tutte le sue espressioni. Le fermentazioni avvengono in modo spontaneo, senza l’aggiunta di lieviti selezionati, e non vengono utilizzati coadiuvanti enologici. Nulla viene filtrato o chiarificato, e la solforosa è usata solo nel minimo indispensabile. L’obiettivo non è produrre semplicemente vino, ma far emergere la purezza di ciò che la terra offre, lasciando che il tempo faccia il suo corso senza forzature.
I risultati sono vini che parlano del territorio con una voce chiara e forte, vini che non si prestano a compromessi, ma che raccontano una storia millenaria. Il Montepulciano d’Abruzzo, il Cerasuolo, il Pecorino sono solo alcuni dei grandi classici che prendono forma in questa piccola cantina, frutto di un lavoro appassionato e autentico. Ogni bottiglia è il frutto di una visione che si radica profondamente nella tradizione del territorio, come dimostra anche lo slogan di De Fermo: “Agricoltura a Loreto Aprutino dal 1785”. Questo non è solo un vino, ma una testimonianza di una storia di famiglia che affonda le sue radici nel passato.
Ma la Tenuta De Fermo non è solo viticoltura. Il legame con la terra è totale: l’azienda coltiva anche grano di alta qualità, che poi trasforma in una pregiata pasta secca, e produce un olio extravergine d’oliva di eccellenza. In questo angolo di Abruzzo, dove l’amore per la terra è radicato da secoli, la famiglia De Fermo non si limita a vivere di ciò che la vigna regala, ma si prende cura di ogni aspetto della sua terra, mantenendo intatta la bellezza e l’autenticità di un lavoro che è, prima di tutto, una passione.