Nel 2012 nasce la Vitivinicola Caire e Angelino s.a.r.l. (Vinicea), un progetto che affonda le radici nella storia della famiglia Angelino, ma che segna una nuova fase, completamente orientata alla sostenibilità e alla qualità. La società è fondata da Paolo Angelino e dalla moglie Paola Caire, che, dopo aver abbandonato la carriera di architetto per dedicarsi alla famiglia e alla gestione dell’azienda, diventa una figura chiave nella crescita e nello sviluppo del progetto. La loro è una scelta coraggiosa, lontana dall’aggressività del modello produttivista e consumista, che afferma invece l’importanza di un lavoro a misura d’uomo, che rispetta la natura e la tradizione.
La famiglia Angelino non è nuova al mondo del vino: l’azienda vitivinicola ha una tradizione che affonda nel lontano 1792, quando venne fondata dai loro antenati. Paolo, che dal 1995 aveva cominciato a produrre vino personalmente, aveva già un legame profondo con il territorio e con il suo lavoro, ma la decisione di abbracciare la viticoltura biologica, a partire dai 12 ettari di vigneti della vecchia azienda, è una vera e propria dichiarazione di intenti. Vinicea nasce con l’obiettivo di produrre un vino che non solo fosse in grado di esprimere le caratteristiche uniche del suo territorio, ma che fosse anche un segno di responsabilità verso l’ambiente, la salute e il benessere delle persone.
Il passaggio all’agricoltura biologica è una scelta che si inserisce pienamente in un pensiero che rifiuta l’utilizzo indiscriminato della chimica e delle tecniche industriali in favore di pratiche rispettose e sostenibili. Paolo e Paola sono profondamente convinti che la terra vada trattata con il massimo rispetto, come un organismo vivente che necessita di essere custodito e protetto. Il loro approccio non è solo un impegno nei confronti della qualità del prodotto finale, ma è anche un atto di amore e cura per il territorio che li ospita.
Luigi Veronelli, il grande maestro e teorico del vino italiano, affermava che “il vino è un’espressione della terra, della cultura e della storia di un popolo”. La filosofia di Paolo e Paola si allinea perfettamente a questa visione, che vede il vino come un elemento che va ben oltre il semplice prodotto da consumare: è una storia, è cultura, è identità. Veronelli parlava anche di "vini che parlano", vini capaci di raccontare la loro terra e la tradizione di chi li produce. E, proprio come sottolineava il grande enologo, Vinicea è un esempio di questo tipo di vino: non è solo il risultato di una tecnica enologica, ma un autentico racconto del territorio, un vino che “parla” attraverso il suo profumo, il suo sapore e la sua storia.
La qualità del vino prodotto da Vinicea è il frutto di anni di esperienza, passione e dedizione. Ogni bottiglia è il risultato di un lavoro scrupoloso in vigna, dove ogni pianta viene seguita con attenzione, e in cantina, dove Paolo mette in pratica le sue conoscenze per ottenere il massimo da ogni raccolto. Ma ciò che rende unici i vini di Vinicea è la filosofia di produzione: niente forzature, nessuna ricerca della velocità o della massima resa a scapito della qualità. Ogni vino ha il tempo di maturare, di sviluppare le proprie caratteristiche, in modo che possa esprimere al meglio il suo legame con il territorio.
Oggi, Vinicea è molto più di una semplice azienda vitivinicola. È un punto di riferimento per chi cerca un vino che racconta una storia, che parla della terra da cui proviene e delle mani che l’hanno coltivata. La cantina è un luogo accogliente, dove il legame familiare e la passione per il vino sono palpabili in ogni angolo. Paolo e Paola, insieme ai loro figli, continuano a seguire una visione che, come quella di Veronelli, guarda al futuro del vino come una risorsa da tutelare, come un patrimonio culturale e naturale che va preservato.
Luigi Veronelli diceva che “il vino è il respiro della terra”, e Vinicea incarna questa idea alla perfezione. Ogni bottiglia che esce dalla cantina è come un respiro che porta con sé la storia, l’identità e l’impegno di chi l’ha creato. Non si tratta di un prodotto di consumo, ma di un atto di partecipazione alla bellezza della vita, della natura e della tradizione vinicola. E così, come avrebbe detto Veronelli, ogni sorso è un piccolo viaggio nel cuore di un territorio che non smette mai di raccontare le sue storie.