Â
Â
Rusignolu. Olio, tempo e radici a Nurachi
Â
Nel cuore della Sardegna centro occidentale, nella regione storica del Campidano di Oristano, prende vita Rusignolu. Lâazienda si trova nel territorio di Nurachi, tra le terre pianeggianti che si allungano verso la penisola del Sinis, fino a sfiorare le acque salmastre dello stagno di Cabras. Un paesaggio ricco di biodiversitĂ , di silenzi profondi, di tracce archeologiche e saperi antichi che ancora abitano la quotidianitĂ .
Inaugurata nel 2024 dalla famiglia Giuliano, Rusignolu nasce da una lunga tradizione di cura verso gli olivi secolari di questa zona. Su quattro ettari di terreno, con circa 600 piante, lâazienda lavora in armonia con la natura, seguendone i tempi senza forzature.
Qui regna la Semidana, varietĂ autoctona capace di raccontare la Sardegna attraverso un olio intenso e bilanciato, con note amare e piccanti ben integrate, profumi di cardo selvatico, mandorla e erba fresca. Ogni fase del processo produttivo è seguita con attenzione, la raccolta avviene a mano accompagnate dai primi raggi del sole, quando la rugiada è appena svanita; le cassette, riempite a metĂ , vengono poste allâombra, mentre le olive danneggiate sono scartate con cura.
Entro otto ore dalla raccolta, le olive vengono molite nel frantoio Medda di Barumini, dotato di impianto MoriTem di ultima generazione. Lâolio viene poi conservato sotto azoto, per mantenere intatte le sue caratteristiche sensoriali.
Ma Rusignolu è anche un progetto in evoluzione: un luogo di studio, esplorazione e apertura verso nuove forme di relazione tra olivicoltura e territorio, a partire da percorsi di olioturismo e ricerca varietale.
Il nome evoca un canto lieve, che attraversa le campagne senza farsi notare, eppure resta. CosÏ è questo olio: autentico, silenzioso, profondamente legato alla sua terra.
A Gianluca Giuliano, che ha dato forma a tutto questo con rispetto, passione e visione, vanno i complimenti piĂš sinceri. Che questo sia solo lâinizio di una lunga storia capace di nutrire  la terra, il pensiero, e chi ne ascolta il canto.
Â
Â
Â
Â