Pojer & Sandri

Fiorentino Sandri & Mario Pojer


Località Molini 4

Faedo (TN)

Tel.0461650342

[email protected]

 

www.pojeresandri.it

 

Il connubio tra Mario Pojer e Fiorentino Sandri, due dei pionieri del vino trentino, affonda le sue radici in un’intensa passione che dura dal lontano 1975. La loro collaborazione, un matrimonio di visioni, esperienze e lungimiranza, ha contribuito a plasmare una delle realtà vinicole più importanti e innovative della regione. Già all'inizio della loro avventura, Mario e Fiorentino si distinsero per il loro approccio fuori dagli schemi, abbracciando da subito l’idea di puntare sui vitigni autoctoni come la Nosiola e il Müller Thurgau, piuttosto che seguire mode vinicole più popolari.

Il loro successo è stato immediato, come testimonia la fama che hanno acquisito nel corso degli anni, consolidando la loro reputazione nel panorama vinicolo trentino, italiano e internazionale. L'azienda, che inizia come una piccola realtà, ben presto diventa un simbolo di innovazione e qualità. Non è stato solo il vino a caratterizzare la loro impresa: sin dall'inizio, accanto alla cantina si è affiancata una distilleria, tra le prime in Trentino a produrre grappa monovitigno, segnando un altro traguardo fondamentale nella tradizione vitivinicola trentina.

Una delle prime sfide che i due intrapresero con successo fu quella di lanciare lo Chardonnay in Italia già nel 1979, un'iniziativa pionieristica che, in quel periodo, sembrava audace e forse rischiosa. Ma la visione di Pojer e Sandri ha sempre guardato avanti, e il loro intuito si è rivelato vincente: lo Chardonnay è diventato uno dei vitigni più amati e apprezzati in Italia e nel mondo. Non solo, a metà degli anni '80, i due produttori trentini si fecero conoscere per la produzione di Sauvignon Blanc, che nel 1985 divenne uno degli ingredienti principali per la creazione dell’Essenzia, un vino dolce in stile nordico, con alta acidità e bassa gradazione alcolica, che oggi è considerato un precursore di una tipologia di vino che avrebbe guadagnato crescente attenzione negli anni successivi.

La loro carriera si distingue anche per la continua ricerca di innovazioni tecniche in cantina. L’obiettivo di Pojer e Sandri è sempre stato chiaro: migliorare e personalizzare i loro prodotti, cercando di ridurre al minimo l’uso di additivi esterni come bentonite e solforosa, abbandonando nel tempo l’impiego di enzimi, chiarificanti, gomma arabica e altri “artifizi”. Una filosofia enologica che ha radici profonde nell’autenticità del prodotto, pur senza rinunciare a una visione moderna, che sfrutta le più avanzate tecnologie per raggiungere l’eccellenza. È così che, nel corso degli anni, hanno inventato e perfezionato alcuni macchinari innovativi che oggi fanno parte della storia della viticoltura trentina, come la famosa lava-uva in stile Jacuzzi, pensata per pulire delicatamente le uve, e il sistema Inertys, brevettato nel 2002, che consente una pressatura in atmosfera controllata, minimizzando l’ossidazione del mosto e permettendo una fermentazione più pulita e pura.

La lotta contro l’ossidazione dei vini è sempre stata una delle principali sfide per Mario Pojer e Fiorentino Sandri, che hanno ottenuto risultati straordinari in questo ambito. Grazie anche alla collaborazione con l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige, le loro tecniche hanno ricevuto riconoscimenti ufficiali, confermando la bontà delle pratiche adottate in cantina. Ma le sfide non si fermano qui. Con l’obiettivo di creare vini sempre più puri e naturali, l’azienda ha lanciato un nuovo progetto che è diventato simbolo della loro ricerca e del loro impegno: Zero Infinito. Si tratta di un vino bianco frizzante con fondo, ottenuto dal vitigno Solaris, una varietà resistente interspecifica nata nel 1975 a Friburgo. Questo vino ancestrale, privo di qualsiasi impatto chimico in vigna e in cantina, rappresenta il risultato di 39 vendemmie, una lunga ricerca per arrivare alla purezza assoluta, senza compromessi. Zero Infinito è il perfetto esempio di come la passione e l’impegno possano superare le convenzioni, creando un prodotto che si discosta dalle tradizioni vinicole più consolidate per abbracciare una visione alternativa e autentica del vino.

Ma la storia di Mario e Fiorentino non si limita solo al vino. L’esperienza enologica si arricchisce con un aspetto che è particolarmente caro alla tradizione trentina: l’accoglienza. Il Maso Besleri, sede dell’azienda, è anche un luogo dove i visitatori possono immergersi completamente nell’atmosfera di questi due pionieri del vino. Qui, tra un sorso di vino e l'altro, si può anche mangiare e pernottare, vivendo una vera e propria esperienza sensoriale e culturale che rappresenta al meglio lo spirito di Mario Pojer e Fiorentino Sandri: una combinazione perfetta di arte, passione e tradizione.

Luigi Veronelli, indiscusso maestro del giornalismo enogastronomico, ha sempre apprezzato e celebrato la passione e l’impegno di questi vignaioli, tanto che definì l’approccio di Mario e Fiorentino come un esempio di "eroismo contadino allo stato puro". Per lui, il loro lavoro non è solo un atto agricolo, ma una vera e propria missione: recuperare la vera essenza del territorio trentino attraverso il vino, per regalarla al mondo. Questo spirito di resistenza, di ricerca della qualità e della purezza, è stato perfettamente descritto da Veronelli, che vedeva in Pojer e Sandri due interpreti autentici del concetto di vino come cultura, come storia e come valore umano.

La storia di Pojer e Sandri, infatti, non è solo quella di due vignaioli trentini di successo, ma di un percorso fatto di sfide, innovazioni e risposte alle esigenze di un mercato sempre più attento alla sostenibilità e alla qualità. E ancora oggi, a distanza di tanti anni dal loro esordio, la loro realtà continua a evolversi e a rappresentare un punto di riferimento per chi vuole un vino che parli del territorio e della passione di chi lo produce.