Sul colle San Giuseppe, alle pendici del Monte Maddalena, nasce la mia azienda vitivinicola, che porta con orgoglio il nome di Colle San Giuseppe. Questo luogo, un angolo di storia e tradizione, è stato testimone di una lunga evoluzione, che è iniziata con il pioniere Mario Pasolini e che oggi continua con passione e dedizione nelle mie mani. La storia dell'azienda è il frutto di anni di lavoro, di rispetto per la terra e di un amore profondo per la viticoltura. L'approccio che adotto nella produzione dei miei vini è caratterizzato da una semplicità che non rinuncia però alla qualità, e ogni passaggio, dalla vigna alla cantina, è guidato dal desiderio di produrre vini autentici, sinceri e capaci di esprimere, in ogni sorso, l’essenza di questo territorio.
La mia filosofia vinicola si fonda sul recupero delle tradizioni, ma con una visione contemporanea. In cantina, prediligo le macerazioni e le maturazioni in botte, scelte che conferiscono ai miei vini una struttura austera e un carattere deciso. Ogni bottiglia che produco è il riflesso della collina da cui proviene, un luogo che amo definire "il cuore pulsante" della mia produzione. Ogni vino è un omaggio alla terra che lo ha generato, e la mia ambizione è che, bevendolo, chiunque possa sentire il legame profondo con queste colline.
La mia passione per il mondo delle bollicine ha portato un'evoluzione nella produzione, trasformando i bianchi aziendali in pregiati vini spumanti metodo classico. Nascono così il Mompiano Brut, il Mompiano Pas Dosé e una riserva che, con il tempo, sta guadagnando sempre più consensi per la sua eleganza e finezza. Questo processo di vinificazione per me rappresenta una sfida, ma anche una grande soddisfazione: trasformare l’uva bianca in spumante, con il suo lungo affinamento sui lieviti, permette di esprimere tutta la freschezza, la complessità e la tipicità del nostro terroir.
Per quanto riguarda i vini rossi, mi affido a un blend di varietà autoctone e internazionali: Marzemino, Nebbiolo, Merlot e Pinot Nero. Quest’ultima varietà è particolarmente importante per me. Di solito, vinifico il Pinot Nero in bianco, cercando di preservarne la freschezza e la delicatezza, ma in alcune annate particolari – come il 2015 e, se il clima lo permette, anche il 2018 – mi dedico alla vinificazione in rosso, ottenendo un vino di grande carattere, complessità e potenziale di invecchiamento.
Un aspetto fondamentale del mio lavoro è l’attenzione meticolosa alla qualità delle uve, che seguo con grande cura e dedizione. La coltivazione delle vigne è gestita secondo principi naturali, con l’utilizzo di rame, rispettando rigorosamente i limiti imposti dalla legge, e con l’impiego di zolfo e zeolite cubana, quest'ultima fondamentale per contrastare la tignola. Non utilizzo mai pesticidi sintetici né piretro, che considero un abbattente totale di tutte le forme di vita, un principio che mi ha portato a raccogliere in annate particolarmente difficili, come il 2014, una quantità di uve ben inferiore alla media, ma con la certezza di offrire comunque un prodotto di qualità.
In cantina, il mio approccio è altrettanto rispettoso e naturale: le fermentazioni sono sempre condotte con lieviti autoctoni, per preservare l’identità dei vini. Non utilizzo additivi chimici né lieviti esterni e, nella fase di spostamento della massa, aggiungo una quantità minima di solforosa – non più di 2 grammi per ettolitro – per garantire la stabilità del vino. La maturazione dei vini rossi avviene in botti di legno, selezionate in base alla tipologia del vino e al suo carattere, con le riserve che riposano esclusivamente in tonneau. Questa scelta, che può sembrare semplice ma è estremamente meticolosa, consente ai vini di svilupparsi lentamente, arricchendosi di complessità e sfumature che si rivelano solo nel corso degli anni.
Ogni anno, ogni vendemmia, è per me un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo dalla terra. Ogni bottiglia che produco è il risultato di un processo che va oltre la tecnica, è un atto di amore verso il mio territorio e verso la natura che mi ha permesso di realizzare questo sogno. In ogni vino, in ogni sorso, c’è una storia che parla della collina di San Giuseppe, delle sue radici profonde e della sua autenticità. E questo è ciò che mi impegno a trasmettere a chi sceglie di assaporare i miei vini: una storia sincera, che nasce dalla terra e che si racconta nel calice.