Zola Pedrosa (BO)
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Nel 2005, a soli 24 anni, Alberto Tedeschi intraprende una nuova avventura nel mondo del vino, affittando due ettari di vigna nel comune di Monteveglio (BO), una delle zone più vocate delle colline bolognesi. La sua scelta di questo territorio non è casuale: Monteveglio è conosciuta per le sue colline ideali per la viticoltura, grazie alla composizione del terreno e all'esposizione solare che favoriscono la crescita di uve di qualità. Inizia così a concretizzare la sua visione personale del vino, una visione che si fonda su un approccio naturale, tanto in vigna quanto in cantina. Alberto crede fermamente che il rispetto per la natura e per il ciclo naturale delle piante sia la chiave per produrre un vino autentico e di qualità. Per questo motivo, sin dall'inizio della sua attività, ha scelto di coltivare le sue vigne seguendo il metodo biologico, senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti chimici, ma solo con il supporto di pratiche che rispettano l’equilibrio ecologico del suolo.
Dal 2008, la sua filosofia si arricchisce ulteriormente con l’applicazione dei principi della biodinamica, un approccio che non solo cura la salute delle viti, ma anche quella dell’intero ecosistema circostante. La biodinamica, infatti, considera la terra, le piante, gli animali e l’ambiente come un unico organismo vivente, e promuove la fertilità del terreno tramite tecniche naturali come l’utilizzo di compost, preparati a base di erbe e la considerazione dei cicli lunari. Alberto abbraccia questa filosofia con passione, convinto che la biodinamica non solo aiuti le viti a crescere forti e sane, ma contribuisca anche a migliorare la qualità organolettica dei suoi vini, rendendoli espressione autentica del territorio.
In cantina, questa filosofia viene portata avanti con la stessa convinzione. Alberto rifiuta qualsiasi tipo di intervento industriale che possa alterare l’espressione naturale del vino. La vinificazione avviene con il minimo intervento, lasciando che il vino segua il suo corso senza forzature. Il principio guida è quello del "non fare", che implica il lasciar fare alla natura, permettendo che la fermentazione e l’affinamento si svolgano in maniera spontanea. Questa filosofia del "non fare" implica una totale esclusione dei metodi industriali, come l’utilizzo di lieviti commerciali o trattamenti chimici, e si basa sulla fiducia nella qualità delle uve e nel processo naturale di fermentazione.
Alberto vede la sua cantina come un luogo di espressione e sperimentazione, dove l’obiettivo non è solo quello di produrre vino, ma di lasciare che ogni bottiglia racconti la storia del territorio, dell’annata e delle persone che lo hanno lavorato. La sua è una ricerca continua per far esprimere il vino al massimo delle sue potenzialità, in base all’andamento della stagione e alle caratteristiche uniche del terreno che coltiva. Ogni vendemmia è diversa, ogni bottiglia è unica, e Alberto si impegna affinché il vino che produce possa raccontare in modo sincero e diretto il legame tra la terra e il lavoro che vi è dedicato.
Oggi, il suo progetto continua a crescere, mantenendo un profondo rispetto per la terra e per il ciclo vitale che la caratterizza. Alberto Tedeschi è diventato un esempio di viticoltura naturale, dimostrando che è possibile ottenere un vino di qualità attraverso l’armonia con la natura, senza forzare i tempi e i processi, ma seguendoli con pazienza e dedizione. Con il tempo, ha conquistato un piccolo ma affezionato gruppo di appassionati, che apprezzano non solo la qualità dei suoi vini, ma anche la sua filosofia di lavoro che pone la natura al centro del processo produttivo. In questo modo, Alberto Tedeschi continua a produrre vini che sono un vero e proprio ritratto del suo territorio, un’interpretazione autentica delle colline bolognesi che affascina chiunque decida di assaporarli.