Camerlengo 🍷

Antonio Cascarano


 

Via Torquato Tasso 26

Rapolla (PZ)

Tel.3487781396

[email protected]

 

camerlengodoc.com

 

Antonio Cascarano, architetto di professione ma contadino per vocazione, è l’incarnazione della vera anima lucana. Nato e cresciuto in una terra che, purtroppo, molti conoscono poco, ma che è ricca di storia, di tradizioni e di una bellezza incontaminata, Antonio ha scelto di tornare alle radici, non solo simbolicamente, ma anche letteralmente. Da circa quindici anni si dedica con passione alla gestione delle vecchie vigne di famiglia, quelle del bisnonno, sui fianchi del Monte Vulture, il vulcano spento che da secoli domina il paesaggio lucano. Questo monte non è solo un'icona geografica, ma anche il custode di un microclima unico che rende le terre circostanti particolarmente fertili. Qui, le terre ricche di silicio e potassio offrono condizioni ideali per la viticoltura, e in questo terreno ricco di storia, Antonio ha scelto di coltivare e perpetuare la tradizione vinicola che da generazioni appartiene alla sua famiglia.

La sua cantina, situata in un angolo tranquillo di Rapolla, lungo via dei Tigli, è un rifugio che potrebbe sembrare sospeso nel tempo. È parte del Parco Urbano delle Cantine di Rapolla, un luogo che ha acquisito fama per la sua straordinaria architettura naturale. Le cantine sono vere e proprie grotte scavate nel tufo, il materiale che da sempre caratterizza la Lucania. Queste cavità naturali sono l'ambiente perfetto per conservare il vino, mantenendo una temperatura costante che favorisce l'invecchiamento ottimale. È un luogo che, pur essendo un piccolo angolo di modernità grazie alla cura nelle tecniche produttive, non ha mai perso il legame con la sua essenza più profonda, quella che affonda le radici nei secoli di storia. Durante l'evento annuale che si svolge ogni ottobre, queste cantine si trasformano in vere e proprie taverne, dove i visitatori hanno la possibilità di degustare i prodotti tipici lucani, immersi in un’atmosfera suggestiva che richiama l’antica tradizione di ospitalità.

Antonio, con il suo spirito appassionato e diretto, racconta con entusiasmo del suo lavoro e del suo obiettivo primario: “Per me la vigna è il cuore pulsante del mio lavoro. Ogni acino d’uva è una promessa che faccio alla terra e alla mia famiglia. Il mio scopo è portare in cantina l’uva perfetta, quella che racconta la storia della mia terra e delle generazioni che l’hanno coltivata prima di me”. Nonostante l’uso di moderne attrezzature meccaniche, l’approccio di Antonio è profondamente ancorato alla tradizione, quella che lo lega a suo nonno, il quale coltivava le stesse viti, sulla stessa terra, con le stesse mani che ora Antonio usa per raccogliere e trasformare l’uva.

La sua produzione è principalmente incentrata sull’Aglianico del Vulture, uno dei vitigni più pregiati della regione. In particolare, Antonio produce due cuvée che portano il nome della sua terra e della sua storia: il Camerlengo Doc e l’Antelio. Il Camerlengo è un omaggio al passato nobiliare di Rapolla. Il nome trae origine dal cardinale Camerlengo, figura importante della Chiesa cattolica, che, durante la guerra tra guelfi e ghibellini, donò terreni a Rapolla come riconoscimento della fedeltà della cittadina al Papa. Una storia che, sebbene appartenga al passato, continua a vivere nel vino che Antonio produce, carico di storia, di orgoglio e di una memoria collettiva che si rinnova ogni anno con la vendemmia.

“Venite a trovarmi in cantina, basta solo avvertire”, dice Antonio, con quella naturalezza e generosità che caratterizzano le persone della sua terra. “Amo condividere con gli altri non solo il frutto del mio lavoro, ma anche la bellezza di questa terra. La Lucania è benedetta, e lo dico con il cuore. Sapete perché? Perché, fondamentalmente, qui non c’è l’autostrada”. Con queste parole, Antonio non si limita a parlare della sua regione; egli celebra l’autenticità, la lentezza, il respiro di una vita che non è frenetica e che, proprio per questo, permette di apprezzare ogni momento, ogni gesto, ogni dettaglio. La Lucania, priva di grandi arterie autostradali, sembra preservare la sua intatta bellezza, la sua capacità di sorprendere con ogni angolo, ogni panorama, ogni sapore che nasce dal suo suolo.

La cantina di Antonio Cascarano non è solo un luogo dove il vino viene prodotto, è una testimonianza di un legame profondo con la terra, di un rispetto per le tradizioni che non hanno bisogno di essere preservate nei libri di storia, ma che sono vive e palpabili in ogni bottiglia che esce dalla sua cantina. Ogni sorso di Aglianico del Vulture è un incontro con la storia, con il territorio e con la passione che Antonio, con la sua famiglia, ha saputo tramandare.