Viale Roma 50
Torgiano (PG) 06089 ITALIA
Alessandro Tel.3337286363
Simone Tel. 3491587992
Rocco Tel.3337579956
A Torgiano, tra Perugia e il respiro lento del Tevere, la terra si piega in colline morbide e si distende verso la pianura dove il fiume accoglie il Chiascio. È un luogo antico, disegnato da mani etrusche, dove la pietra parla ancora una lingua di zolle e di radici.
Qui la luce non si posa mai uguale, cambia con l’ora, con la luna, con le stagioni.
Un tempo queste terre appartenevano ai Lungarotti. Poi passarono a Mario Cascianelli, avvocato che amava la terra come si ama una casa di famiglia. In quelle colline Mario riconobbe una vocazione precisa, quella del frutto, della vite, dell’olivo e del ciliegio. Era la sua maniera di restare fedele alla memoria del luogo.
Molti anni dopo, nel 2012, tre amici decisero di dare nuova voce a quella stessa terra. Simone, Rocco e Alessandro la guardarono come si guarda una creatura che dorme e la vollero risvegliare.
Nacque così Fattoria Mani di Luna, nome che parla di gesti umani e di cielo.
Seguono i ritmi lunari, osservano le costellazioni, lavorano in ascolto. Hanno scelto la via del biologico e dell’agricoltura biodinamica non per ideologia ma per istinto. Sanno che la terra è un organismo vivo con un proprio equilibrio, un proprio umore, un respiro. Ogni gesto agricolo diventa allora una conversazione, ogni fermentazione una forma di ascolto. La biodinamica per loro è una chiave di comprensione, un modo per avvicinarsi alle forze che uniscono la pianta all’universo.
È la stessa intuizione che Rudolf Steiner cercò di restituire attraverso l’antroposofia, un sapere che non si impone ma si vive.
In cantina il lavoro è corpo e materia. Le uve si vendemmiano a mano, si scelgono una a una, si diraspano con pazienza.
È un rito di fiducia, il mosto riceve energia, si scalda, fermenta da sé. Nessun lievito esterno, solo quelli che la buccia porta con sé e che la cantina accoglie come ospiti di casa.
Il vino resta sulle fecce fini per tutto l’inverno, accudito come un figlio che cresce piano.
Ogni settimana viene rimescolato con un gesto lento e preciso, per mantenerlo vivo. I travasi seguono i giorni di frutti e i moti delle costellazioni. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione se non quando serve. Solo un soffio di solfiti, come un respiro di prudenza. Il vino vive in vasche di cemento vetrificato, in acciaio, e talvolta in orci di terracotta.
Tra profumi, silenzi e cristalli di quarzo, i tre amici ascoltano il linguaggio del vino, fatto di tempo e di materia.
Fattoria Mani di Luna non è solo un’azienda. È un laboratorio di armonia, un luogo dove la terra e l’uomo si riconoscono.
Dove la scienza si piega all’intuizione e la tecnica si fa gesto d’amore.
A Torgiano, l’uva non cresce per essere spiegata ma per essere capita.