Una cantina giovane, un pensiero chiaro, un territorio millenario midia nasce ufficialmente nel 2020, ma il suo seme germoglia due anni prima, quando una giovane donna lascia Roma per cercare un rapporto più diretto e necessario con la terra.
Il primo incontro è con la vigna e con Vincenzo, vignaiolo di Vite ad Ovest. Lei offre il proprio lavoro per la vendemmia, riceve in cambio sapere, fiducia e la possibilità di restare.
Dopo due anni trascorsi tra andate e ritorni, nel 2020 le viene offerto uno spazio in cantina per vinificare in proprio.
Accetta senza esitare. Così nasce midia, un progetto agricolo personale, all’interno di un’azienda già avviata, ma con una voce e una direzione autonome.
Il nome è quello della nonna, Emidia, figura semplice e radicata, che le ha trasmesso il rispetto per la terra e per chi la lavora.
Nel 2021 si unisce Gaia, siciliana, con cui oggi condivide il progetto. Una è arrivata per scelta, l’altra è cresciuta in questi paesaggi. Insieme vinificano presso Vite ad Ovest, ma cercano una vigna propria tra le mille particelle delle contrade marsalesi. Non hanno fretta: il loro è un percorso a misura di tempo, comprensione e ascolto.
Marsala, luogo troppo spesso identificato col vino fortificato, è in realtà un territorio agricolo vasto, articolato e straordinariamente vocato.
Siamo all’estremità occidentale della Sicilia, su una lingua di terra che guarda l’Africa, con alle spalle la montagna e di fronte il Mediterraneo.
Il suolo, composto da sabbie e calcari antichi, è povero ma luminoso.
Il clima è secco, con estati lunghe e ventose, precipitazioni scarse e grandi escursioni termiche.
Qui la vigna sopravvive solo se ben radicata: l’alberello è la forma tradizionale, più adatta a sopportare la sete e l’abbondanza del sole.
La biodiversità è sorprendente: accanto ai vitigni si trovano ulivi, mandorli, fichi d’India e vecchi muretti a secco che ancora raccontano la fatica.
Le uve utilizzate da midia – Grillo e Frappato – provengono da parcelle di amici vignaioli che condividono gli stessi principi: coltivazione biologica, nessun diserbo, nessuna irrigazione, solo rame e zolfo.
La vendemmia è manuale. In cantina, fermentazioni spontanee in acciaio, macerazioni brevi, nessuna filtrazione, nessuna correzione.
Il vino viene accompagnato, non manipolato. Ogni annata è lasciata libera di esprimersi.
Nessuna etichetta “d’autore”, nessun packaging strategico. Solo bottiglie vive, essenziali, che raccontano con onestà il luogo da cui provengono. Midia è ancora piccola, in cammino.
Ma le idee sono già chiare, restare fedeli al territorio, crescere in modo coerente, vinificare con misura.
Con uno sguardo lungo, agricolo, e un’etica che mette al centro il gesto prima della parola.