Sallemi🍷

Giovanni Sallemi


 

Giovanni Sallemi 

C.da Granieri - 95041 Caltagirone (CT)

Cell. 339.44 84 047

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www.nerodavolasallemi.it

 

Dietro a ogni bottiglia di questo vino c'è una storia che affonda le radici nel passato, un racconto che parla di passione, sacrificio e speranza. È la storia di una famiglia, di scelte fatte con coraggio, di esperimenti e di fallimenti che, passo dopo passo, hanno tracciato il cammino di una vita. Giovanni, che racconta, è il custode di una memoria che si perde tra le viti, la terra, il palmento dove, da bambino, pestava l'uva sotto gli occhi attenti di suo padre, Francesco, che con mano sapiente costruì il palmento stesso. Quei ricordi sono la linfa vitale di una tradizione che non si è mai estinta, ma che si è tramandata di generazione in generazione, rimanendo sempre fedele a sé stessa pur evolvendosi di continuo. Giovanni, oggi, ha preso il testimone dal padre e lo porta avanti con una consapevolezza più matura, ma anche con una chiara visione verso il futuro.

Siamo a Granieri, un angolo di Sicilia che sa di sudore e di terra, dove le radici di una tradizione contadina sono state messe alla prova dal tempo e dalle difficoltà. Il nonno di Giovanni, che da Vittoria giunse a Granieri alla ricerca di una terra da coltivare, strinse un patto con la natura, il quale, in fin dei conti, non è mai un accordo facile né scontato. Affittò un pezzo di terra del Barone Silvestri, vi impiantò varietà autoctone come il Calaulisi, il Frappato, il Rossuniuri e il Turribiancu. Ma la terra, a volte, è capricciosa e il vino, che lì nasceva, spesso si trasformava in aceto. Eppure, nel cuore di chi non si arrende, c’era sempre la speranza di un futuro migliore. Dopo un errore, un nuovo tentativo, più ponderato: un terreno acquistato con fatica, nella località di Petrascritta, che però non diede i frutti sperati. Era necessario guardare altrove, scegliere con maggiore attenzione, senza mai smettere di cercare quella terra che potesse essere la vera casa delle viti.

Fu così che, negli anni ’70, la famiglia si stabilì nel terreno che oggi dà vita al vino che porta con sé l’impronta di quella terra, esposta a mezzogiorno, tra le colline argillose e sabbiose, a 350 metri sul livello del mare. Un terreno che, con il tempo, ha cominciato a dare i suoi frutti. Ma dietro a questo successo c'è un lungo percorso di tentativi, esperimenti, cadute e risalite. Il lavoro della terra non è mai facile, ma la costanza e l'amore per ciò che si fa, alla fine, portano sempre alla giusta ricompensa. Giovanni ha imparato da suo padre l'importanza del lavoro paziente e rispettoso, quel rispetto che è alla base di ogni grande vino. E infatti, i frutti che quella terra ora produce non sono solo frutto della terra stessa, ma anche del sacrificio, del sudore e della dedizione di chi ha scelto di investire in essa.

La vinificazione, tradizionale quanto rivoluzionaria per la sua purezza, non ha mai ceduto alla tentazione di trasformarsi in un prodotto industriale. La raccolta delle uve avviene rigorosamente a mano, come una volta, con la cura di chi sa che solo attraverso un lavoro attento e scrupoloso si possono ottenere risultati veri, che riflettono l'autenticità di quel territorio. Il fermento delle uve, cullato dal lento passaggio nella vasca di cemento, porta con sé i lieviti indigeni che raccontano la storia di quella vigna, di quella terra, di quel clima. Ogni grappolo è trattato con il rispetto che merita, senza fretta, senza pressioni esterne. Il processo, che unisce il vecchio e il nuovo, conserva il vino puro, quasi intatto, senza l’uso di trattamenti artificiali prima dell’imbottigliamento. È un'arte, un mestiere che si tramanda con pazienza e che ha il sapore della vera conoscenza, quella che si acquisisce non solo con lo studio, ma anche con l’esperienza diretta.

Ma è con la vendemmia del 2015 che Giovanni intraprende la sua grande sfida: portare quel vino, che fino ad allora era stato solo per la sua famiglia, fuori dai confini della Sicilia, senza tradire le origini e onorando il lavoro di suo padre. È una scelta che non nasce dal desiderio di fama, ma dal bisogno di condividere con gli altri il frutto di una terra che parla di sacrificio, di pazienza, di amore per il territorio. Non si tratta solo di vendere vino, ma di raccontare una storia, di comunicare un'emozione, di dare valore a quel legame profondo tra uomo e natura che, troppo spesso, sembra perdersi nel frastuono della modernità. La certificazione biologica ottenuta nel 2022 è il passo decisivo per legare indissolubilmente il lavoro di Giovanni alle tradizioni che vuole preservare e trasmettere, un segno tangibile di rispetto per la terra e per le generazioni future. Non è solo un riconoscimento, ma una dichiarazione di intenti, un modo per guardare al futuro mantenendo intatto il legame con il passato.

Il vino che nasce in queste terre è il frutto di un incontro unico tra uomo e natura, dove ogni vigna racconta la sua storia, ogni bottiglia è testimone di un impegno che dura nel tempo. I vini, curati con rispetto, sono il riflesso di una terra che si è fatta rispettare. Hanno il carattere deciso e raffinato di un territorio che sa come essere generoso e, nello stesso tempo, severo. Vini che maturano lentamente, che si conservano nel tempo come il ricordo di una tradizione che continua a vivere e a raccontarsi, senza mai smettere di evolversi.

Come Luigi Veronelli diceva: "Il vino è il canto della terra verso il cielo." Ogni bottiglia di questo vino è proprio questo: una melodia che nasce dal cuore della terra e arriva fino alle stelle, un'ode al lavoro paziente della famiglia di Giovanni, alla sacralità del vino e al legame indissolubile che unisce l’uomo alla terra. In questo vino non si trova solo il frutto della vigna, ma anche il respiro di una Sicilia che resiste, che continua a raccontare la sua storia attraverso ogni grappolo, ogni goccia di vino, ogni brindisi.