Le Vignette

Giuditta Previtali e Luca Pesenti Compagnoni


 

Azienda Agricola Le Vignette s.s.

viale S. Caterina, 9

Seggiano GR

Tel. 3292120764 Giuditta

Tel. 3934376068 Luca.

[email protected]

 

 

In Toscana, a Seggiano, ai piedi del Monte Amiata, la terra non si offre mai tutta.

Si lascia attraversare piano, come certi pensieri che arrivano solo se li aspetti.

Quando arrivano Giuditta e Luca, nel 2019, non c’è un disegno preciso. C’è piuttosto una ricerca sottile, quasi istintiva.

Non un progetto da imporre, ma un luogo da abitare. Trovano una piccola vigna, niente che faccia rumore,

niente che chieda attenzione. Una cosa semplice, necessaria, una vigna per sé.

Poi il tempo, che qui non corre mai, comincia a intrecciare relazioni. Non è crescita, è avvicinamento.

Una vigna porta a un’altra, un incontro apre un passaggio. Pezzi di terra lasciati ai margini tornano ad avere mani.

Così, senza dichiararlo, diventano sette. Sette vigne distanti, sparse, mai allineate.

Un ettaro e mezzo che non si lascia chiudere in un confine unico, ma resta frammento, pluralità.

Intorno, il paesaggio non cambia per loro, sono loro che imparano a starci dentro. Ulivi, ciliegi, castagni.

Una campagna che non ha mai scelto una sola direzione, che ha sempre tenuto insieme tutto.

Qui la vite è solo una parte del racconto, non il centro.

Le vigne portano età diverse, ma tutte lontane dal presente veloce. Cinquant’anni, settanta, cento. Radici che hanno attraversato stagioni senza mai essere semplificate. Nei filari convivono Sangiovese, Ciliegiolo, Colorino, Canaiolo, insieme a uve che non hanno nome certo, ma una presenza ostinata. Tra le bianche, Trebbiano, Malvasia, Ansonica, Zibibbo.

Non è una collezione, è una convivenza.

E poi, come spesso accade nei luoghi autentici, emerge qualcosa che non era stato previsto.

Un Sangiovese Rosa, riconosciuto, ma prima ancora intuito. Una deviazione gentile dentro una varietà che sembrava già conosciuta.

Seggiano resta fedele alla sua misura. Le vigne non diventano mai estese, restano gesti contenuti. Più diffusa è la presenza dell’olivo, che qui ha radici profonde. L’Olivastra Seggianese segna il paesaggio con continuità, come una lingua madre che non si dimentica.

E sotto, quasi nascosti, affiorano i segni di un tempo remoto. I palmenti scavati nei massi vulcanici del Monte Amiata raccontano una storia che non ha bisogno di essere spiegata. Due vasche nella pietra, un gesto antico che continua a parlare.

Giuditta e Luca stanno dentro questo equilibrio senza forzarlo. Non cercano di ridurre, non cercano di spiegare tutto.

Tengono insieme ciò che trovano, rispettano ciò che c’era.

E in questo stare, lento ma deciso, si riconosce qualcosa di raro.

Un modo di appartenere, prima ancora che di fare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sull’Amiata oggi si sente tanta energia, a tratti anche troppa.
Qui invece si resta centrati.
Giuditta Previtali e Luca Pesenti Compagnoni lavorano con coerenza, senza deviazioni inutili.
E Poggiarello lo dice chiaro, con una semplicità disarmante.