Casa Giachi

Francesco Giachi


Via Palazzuolo, 32

50028 Barberino Tavarnelle (FI)

Pamela +39 393 163 6794

[email protected]

 

https://casagiachi.it/

 

 

Casa Giachi – La terra come destino

A San Lorenzo, tra le pieghe morbide delle colline toscane che guardano il Mugello, c’è una casa. Non una casa qualsiasi, ma una casa contadina, solida, scavata nel tempo. La chiamano Casa Giachi, anche se molti la conoscono ancora come la casa dei Masetti, perché il vino, lì, si fa da sempre. E certe radici, si sa, non temono i nomi.

I vecchi tini in cemento con la portella in legno, restaurati con mani rispettose, riposano nella cantina sotterranea e parlano ancora. Raccontano del lavoro lento, del profumo del mosto, dell’umidità delle pareti, delle vendemmie che si susseguono come stagioni interiori.

Casa Giachi non è una cantina “di produzione”. È un organismo vivente. Qui ogni fase – dalla vigna alla bottiglia – è seguita da Francesco, vignaiolo per scelta e per destino. Nato tra queste vigne, le conosce come si conosce la pelle: con rispetto, con intimità. Nulla gli sfugge, nulla è delegato. Si alza presto, cammina i filari, osserva i colori della terra, ascolta i silenzi della pianta.

Il suo percorso non è lineare, è sincero. Nasce informatico, tra numeri e codice, ma sente la terra come un richiamo. “È stato come un magnete,” dice. “Dovevo tornare. Dovevo restituirmi all’agricoltura.” E lo fa senza riserve, abbandonando il calcolo per il ritmo del suolo.

Nel 2011, con il sostegno di un giovane enologo innamorato dei vini veri, sceglie la via naturale. Abbandona fitofarmaci sistemici, concimi chimici, prodotti enologici di sintesi. In vigna si lavora a mano, senza forzature, senza scorciatoie. In cantina si vinifica con discrezione, assecondando l’uva, senza volerla correggere.

Con la vendemmia 2017, Casa Giachi ottiene la certificazione biologica. Ma Francesco non si ferma. Vive e lavora con spirito biodinamico, perché crede che il vino nasca da un equilibrio più ampio: tra suolo, pianta, insetti, luna, mani.

Nel 2014, alla nascita del figlio Gregorio, pianta un nuovo vigneto. Solo vitigni antichi, toscani, dimenticati dalla fretta del mercato. Ogni filare è un gesto di continuità. Ogni ceppo nuovo è un atto d’amore.

Nel 2021, Fernando, suo padre, gli affida completamente la guida dell’azienda. E Francesco sceglie un nome che non è solo un marchio, ma una dichiarazione: Casa Giachi. Perché è la casa che conta. È lì che tutto comincia.

Oggi Francesco coltiva la vite con pazienza, produce vino con onestà e custodisce la memoria contadina con lo sguardo rivolto al futuro. Le bottiglie che escono dalla cantina non hanno etichette urlate, ma portano dentro il profumo del tempo, della pioggia, del sole giusto.

Chi beve un vino di Casa Giachi non cerca un prodotto. Cerca un racconto. Trova un colore vivo, un profumo vero, un sapore che non imita nulla. Ogni sorso è diverso, perché ogni annata è figlia sua. Qui, il vino non è perfezione: è verità.

E la verità, come il vino vero, non stanca mai.