I Vigneri 🍷

Salvo Foti


Largo Signore Pietà, 17

Randazzo (CT)

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ivigneri.it.

 

Salvo Foti, il vignaiolo dell’Etna, è un uomo che ha fatto della sua vita un viaggio continuo di scoperta, rispetto e trasmissione del sapere. Più che un produttore di vino, è un custode della tradizione millenaria che caratterizza il vulcano, della Maestranza dei Vigneri che nel 1435 vide la luce sull’Etna come un’istituzione dedicata alla trasmissione della cultura contadina. La sua missione non è solo quella di fare vini, ma di ridare vita a una cultura secolare che rischiava di perdersi, e per farlo ha saputo guardare al passato, con una profondità che affonda le radici nei millenni, ma allo stesso tempo ha avuto la capacità di guardare avanti, di riscoprire e coltivare i giovani, i futuri protagonisti della viticoltura etnea.

Le terrazze in pietra lavica, che da secoli costellano le pendici del vulcano, sono il simbolo più tangibile di una lunga tradizione agricola che l’uomo ha saputo modellare sulla natura. «Prima di piantare una vite, bisogna costruire una terrazza», diceva Salvo, ricordando come l’uomo etneo non solo ha lavorato la terra, ma ha costruito e protetto il suo territorio, spesso in condizioni difficili, su pendii ripidi e difficili da coltivare. Questo rispetto per la terra è ciò che rende unica la viticoltura dell’Etna, che non è mai stata solo un’attività economica, ma un sacrificio, una passione e una formazione profonda che si tramandano da generazione in generazione.

La grandezza di Salvo Foti sta proprio in questo: non limitarsi a curare la vigna, ma coltivare le persone, trasmettere alle nuove generazioni di viticoltori il sapere antico, che si fonda sull’ascolto della terra, sulla comprensione della sua essenza e sulla dedizione totale. Con lui, il termine "vignaiolo" va ben oltre la figura di chi si occupa delle uve: diventa un modo di vivere, un legame profondo con la propria terra, un patrimonio culturale da trasmettere, perché, come sosteneva Luigi Veronelli, "il vino è la memoria della terra".

Veronelli, che fu non solo critico enologico ma un grande intellettuale che seppe unire passione per la terra e sapienza gastronomica, avrebbe certamente riconosciuto in Salvo Foti un uomo che sa bene come il vino è il frutto della terra, del lavoro, della memoria di un popolo. Come Veronelli scrisse: «Il vino è l'interpretazione di un territorio, della sua gente, del suo clima, della sua storia». Il vino etneo che Salvo Foti produce è la perfetta sintesi di questi concetti, un vino che non è solo un prodotto ma un racconto, che trasmette l’anima di un luogo straordinario, segnato da un vulcano che lavora incessantemente la terra.

Nel suo lavoro, Salvo ha saputo interpretare questa filosofia come nessun altro. Le sue vigne e i suoi vini sono il frutto di una relazione simbiotica tra l’uomo e la natura, dove il primo è custode e rispettoso, il secondo generoso e faticoso. E proprio come Veronelli sosteneva che il vino è testimone del paesaggio, Salvo Foti ha fatto del paesaggio dell’Etna la sua ispirazione e il suo obiettivo: riscoprire il terroir del vulcano e farne una narrazione viva, che si assapora sorso dopo sorso, che parla di sacrificio e di amore per la terra.

I suoi vini, oggi riconosciuti come tra i migliori dell’Etna, sono il frutto di una visione che sa essere tanto storica quanto contemporanea. Il Nerello Mascalese, che caratterizza il paesaggio etneo, non è solo un vitigno, ma una espressione dell’Etna, della sua essenza, un’intrusione nel bicchiere della vulcanicità, della mineralità, delle terre nere che assorbono il calore del sole e lo restituiscono con la stessa potenza. Salvo Foti è uno di quelli che ha saputo, con infinita pazienza e competenza, trarre il meglio da una terra che, se trattata con rispetto, sa restituire il meglio di sé.

E così, come il grande Luigi Veronelli parlava di una viticoltura che doveva essere fedele alla tradizione, ma anche aperta alla sperimentazione e alla qualità, Salvo Foti incarna perfettamente questa visione. I suoi vini sono il risultato di una viticoltura biologica, che rispetta i cicli naturali, ma anche di una ricerca instancabile nella cura della vigna, nella selezione dei grappoli e nell’elaborazione di vini che sono veri e autentici, privi di qualsiasi manipolazione artificiale.

Salvo Foti ha saputo, come Veronelli, che il vero vino non è mai solo una bottiglia, ma una storia, una memoria che racconta un territorio, una cultura e una passione che non possono essere dimenticate. Il suo lavoro, come quello di ogni grande maestro, è una conquista continua, un percorso di rispetto e di innovazione che ha risvegliato le coscienze di chi ama il vino come patrimonio culturale e umano.

Alla fine, come scriveva Veronelli, "il vino è poesia liquida". E Salvo Foti, con i suoi vini, ha scritto una poesia che racconta l’anima dell’Etna, il suo cuore pulsante, la sua forza e la sua bellezza. Un inno a una terra che non è solo un territorio agricolo, ma una vera e propria culla di vita.