Mauro Boscacci

Mauro Boscacci


 

via Boscacci, 34 E

23010 Albosaggia (So)

Via Al Piano 48

Valtellina - Italia

Tel. 3334010268

[email protected]

 

www.mauroboscacci.com

 

 

 

Albosaggia è un paese che si affaccia discreto sulla Valtellina. Quaranta chilometri più a monte del lago di Como, tra il fiume Adda e il Pizzo Meriggio, il versante orobico si apre in un conoide alluvionale che guarda i vigneti storici della Sassella.

È terra minuta e grande insieme, fatta di prati da fieno, rogge che corrono a disegnare i campi, vecchie contrade che hanno visto passare generazioni e nuove case che si inseriscono senza ancora stravolgere le proporzioni.

Qui tutto sembra rimanere in equilibrio, come se gli avi avessero scritto una misura che resiste.

In questo paesaggio Mauro Boscacci è cresciuto, e a questo paesaggio ha voluto restituire voce.

Non con clamore, ma con pazienza.

Nel 2013 ha messo a dimora 1640 piantine di Traminer aromatico, a cui ha aggiunto nel 2020 seicento barbatelle di Chardonnay.

Le alleva a spalliera, con potatura Guyot, secondo gesti antichi che non hanno bisogno di maestri, bastano l’osservazione e il rispetto.

Poi, nel 2022, ha deciso di vinificare anche il Nebbiolo che suo nonno aveva piantato settant’anni fa.

Quei ceppi sono la memoria viva della famiglia, radici contadine che non si raccontano con le parole, ma con il vino che ancora danno.

I vigneti si trovano a 350 metri di altitudine, su terreni minerali e sabbiosi, depositi di alluvioni millenarie.

L’esposizione a nord, severa e mai indulgente, costringe la vite a maturazioni lente, a grappoli che non hanno fretta.

E così il vino, di anno in anno, si fa specchio di questo equilibrio, bottiglie che non inseguono mode, ma riflettono fedeltà a un luogo preciso.

Mauro ne produce circa quattromila, numero piccolo che pesa più della sua cifra.

La cantina è poco distante, dentro la casa costruita dal nonno tra il dopoguerra e i primi anni Cinquanta.

È stata ristrutturata senza, conservando il carattere di un luogo nato per custodire e non per esibire.

Ogni anno, nei primi giorni di settembre, l’uva raccolta a mano entra qui, trovando il silenzio e le condizioni giuste per trasformarsi in vino. Un vino autentico, che porta con sé il respiro delle vigne e la pazienza degli uomini.

Mauro non vuole fare il vignaiolo per mestiere, ma per fedeltà.

Alle sue radici, alla sua famiglia, al paesaggio che lo ha visto crescere.

I suoi vini sono il risultato di un dialogo continuo con Albosaggia, con la Valtellina che resiste ai margini delle grandi narrazioni, con i contadini che hanno tracciato sentieri e proporzioni.

Sono bottiglie che raccontano un pezzo di terra e un uomo che ha scelto di restarle accanto, senza scorciatoie.