Il lavoro dei campi del Monastero di Vittorchiano è un esempio di dedizione e rispetto per la terra, ispirato al carisma cistercense che guida ogni loro azione. Le suore trappiste di clausura del monastero, che si dedicano alla vita monastica e alla preghiera, gestiscono anche una piccola ma preziosa azienda agricola che fornisce parte della loro alimentazione e produce una serie di prodotti artigianali, tra cui marmellate e conserve. Ma una delle loro vere gemme è la produzione del vino bianco da tavola, venduto sotto il nome di Coenobium e Coenobium Ruscum.
I vigneti, che si estendono attorno al monastero, vengono coltivati secondo metodi naturali e sostenibili, senza l'uso di diserbanti, pesticidi o altri prodotti chimici di sintesi. Questa scelta rispecchia la filosofia monastica di rispetto profondo per la natura e per la creazione, un principio che si applica a tutti gli aspetti della vita nel monastero. Il risultato di questo lavoro è un vino autentico, che nasce da una terra curata con amore e dedizione.
In cantina, le suore trappiste si avvalgono dell'assistenza di Giampiero Bea, uno dei pionieri della viticoltura biodinamica in Italia e famoso per il suo approccio rivoluzionario nel trattare il Sagrantino. La sua esperienza e il suo approccio rispettoso del terroir conferiscono al Coenobium una qualità unica, un vino che è espressione pura della filosofia naturale che anima il monastero.
Il Coenobium è descritto come un vino che "de-canta linearità e spessore vivi, dinamicamente agresti", secondo il sito Vinoir.com. Un vino che non cede a facili compromessi, che non cerca di piacere a tutti con artifici o morbidezze eccessive, ma che rimane fedele a se stesso e alla sua natura, proprio come la vita monastica che lo ha generato. La sua essenza è quella di un vino vero, diretto e “puramente monacale”, che trasmette una sensazione di purezza e autenticità, capace di emozionare chi lo assaggia con il suo carattere schietto e senza fronzoli.
Questo vino, quindi, non è solo un prodotto di alta qualità, ma anche un simbolo di come un lavoro svolto con amore e cura per la natura possa portare a un risultato genuino e senza compromessi. La filosofia monastica che guida la produzione del vino riflette l’approccio spirituale delle suore, che, attraverso il loro lavoro nei vigneti e in cantina, continuano a vivere il loro credo con pazienza, umiltà e rispetto per la terra.