Podere Felicita

Federico Staderini


Loc. Sala Civettaia

Pratovecchio (AR)

Tel.335453072

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Federico Staderini, enologo e agronomo di grande esperienza, ha scelto di affondare le radici nel cuore del Casentino, un angolo incontaminato della provincia di Arezzo, che si rivela un luogo ideale per coltivare il Pinot Noir. Con una dedizione profonda e una visione a lungo termine, ha trovato nel Podere Santa Felicita, situato a 500 metri sul livello del mare, un terreno che, grazie alla sua composizione calcarea e al microclima unico, è particolarmente favorevole alla crescita di questa varietà pregiata. I 4 ettari di vigneto, la cui età media si attesta sui 10 anni, sono una testimonianza di un lavoro di lunga data che ha reso possibile la realizzazione di vini di grande carattere e autenticità.

La scelta di piantare il Pinot Noir in questa zona non è stata una decisione presa alla leggera, ma una precisa strategia. La zona del Casentino, infatti, è caratterizzata da forti escursioni termiche, simili a quelle della famosa regione della Borgogna. In particolare, il comune di Beaune, che è il cuore pulsante della Borgogna, offre un ambiente ideale per il Pinot Noir, grazie alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli a questo vitigno. Federico Staderini, con una visione lucida e un approccio scientifico, ha saputo individuare questo territorio come il perfetto habitat per il Pinot Noir, proprio per le caratteristiche climatiche e geologiche che si riflettono in vini ricchi di eleganza e complessità.

Ma la sua scelta di viticoltura non si limita solo a considerazioni tecniche: il suolo sassoso e poco fertile del Casentino, pur essendo difficile, costringe la pianta a scendere in profondità alla ricerca di nutrimento, esprimendo così la vera essenza del terroir. Questo suolo non è adatto al Sangiovese, vitigno che, seppur tipico della Toscana, non riesce a maturare appieno in queste condizioni. Al contrario, il Pinot Noir, che ama suoli poveri e disidratati, trova terreno fertile per esprimere tutte le sue potenzialità.

Claude e Lydia Bourguignon, esperti agronomi di fama internazionale, sono stati una fonte di ispirazione per Federico. Il loro supporto nella scelta di coltivare il Pinot Noir in una zona non convenzionale come il Casentino ha dato un'importante legittimazione alla sua visione. Sostenendo l’approccio della biodinamica, Staderini ha sposato una filosofia che considera l'agricoltura non come un atto puramente meccanico, ma come un processo che deve rispettare l'armonia naturale del suolo, delle piante e dell'ecosistema che le circonda. La biodinamica, per Staderini, non è solo un metodo, ma un stile di vita, che applica alle sue terre una cura e un rispetto profondo, sempre all'insegna della genuinità e della qualità.

In vigna, ogni scelta è mirata a mantenere un equilibrio delicato con la natura, utilizzando pratiche agricole rispettose dell’ambiente. Non si ricorre a sostanze chimiche, ma si lascia che il terreno, arricchito dalla microflora e microfaunache vi risiedono, possa alimentare in modo naturale le viti. La cura del suolo, come un delicato ma necessario lavoro di sintonia con la terra, è parte di un processo che porta alla creazione di vini che riflettono il carattere e la natura del Casentino in modo autentico e incontaminato.

Il lavoro in cantina si mantiene altrettanto essenziale, con l’obiettivo di non interferire mai con l’espressione pura delle uve e del territorio. Le operazioni sono ridotte al minimo, senza l’utilizzo di additivi chimici e con una costante attenzione alla sostenibilità del processo produttivo. In questo modo, ogni bottiglia racconta una storia: quella di un territorio ancestrale e di un uomo che ha voluto scommettere sulla sua forza vitale e sulla sua capacità di esprimere eccellenza.

Federico Staderini, però, non si ferma al Pinot Noir. Ha recuperato un’antica varietà di uva chiamata Abrostine, che ha radici storiche nel Casentino, risalenti addirittura agli Etruschi. Questa varietà, per secoli dimenticata, è stata riscoperta da Staderini, che ha visto in essa il potenziale per produrre un vino unico, il Sempremai Sorte, che si distingue per il suo carattere distintivo e l'intensità del suo profilo aromatico. Con l'Abrostine, Staderini ha dimostrato di saper conciliare tradizione e innovazione, portando alla luce un vitigno antico che si presta magnificamente alla viticoltura biodinamica.

Oltre ai due vini principali, il Cuna e il Brendino, che sono ottenuti esclusivamente da uve di Pinot Noir, il Sempremai Sorte rappresenta l’anima più profonda del Podere Santa Felicita, il vino che parla di storia, di passione e di amore per il territorio. Ogni bottiglia è il risultato di un lavoro che rispetta la terra, le sue tradizioni e il suo ritmo naturale.

La filosofia di Federico Staderini è chiara: "Il vino deve essere l’espressione del terroir, senza compromessi." Il suo è un lavoro di artigianato che richiede una comprensione profonda dei cicli naturali e la capacità di ascoltare la terra. La sua è una sfida a non seguire le mode, ma a stabilire un legame autentico con la natura, restituendo così al vino la sua dignità originaria e il suo spirito più vero. Con il Pinot Noir, il Sempremai Sorte e il recupero di varietà storiche come l’Abrostine, Federico ha saputo costruire un piccolo mondo che non solo celebra la biodiversità e il rispetto per la terra, ma anche l’arte di produrre vini che raccontano una storia di passione, ricerca e innovazione.