Soc. Agricola in A.S. di Piccioni Andrea & C.
Via Marconi 16
60030 Maiolati Spontini
Andrea 335.7554402
Luca 329.8651896
Oppoddentro nasce da un bisogno semplice. Fare vini autentici, distintivi, senza compromessi. Tenere viva l’artigianalità, custodire le tecniche antiche e piegarle al presente con intelligenza. Ogni gesto in cantina segue un ritmo preciso, misurato, come se il tempo stesso fosse parte della vinificazione.
Dietro Oppoddentro ci sono quattro uomini: Andrea Piccioni, Andrea Sbaffi, Luca Cacciani e Giuseppe Sbaffi.
Quattro amici prima di tutto, legati da una sola passione, produrre vino naturale. Hanno scelto la strada più lenta, senza scorciatoie. Ascoltano le vigne, rispettano le stagioni, lasciano che siano la terra e il tempo a dettare il passo.
Ogni decisione nasce dall’osservazione, dal dialogo silenzioso con la natura, dalle mani sporche di terra e dal respiro della campagna. Il lavoro si svolge dentro le mura di Maiolati Spontini, in un edificio del Quattrocento.
Pietra e mattoni, grotte in tufo scavate dai secoli, che custodiscono la memoria di chi ha amato il vino prima di loro.
Qui il passato non pesa, ma radica. Ogni angolo racconta secoli di cura, ogni parete trasmette la lentezza dei gesti, la fedeltà delle mani alla terra. Il passato convive con la sperimentazione: niente mode, solo continuità, rispetto per ciò che cresce e cresce bene. La vinificazione segue i ritmi naturali. Le fecce restano a lungo, a dare struttura e profondità. Fermentazioni spontanee con pied de cuve permettono alla natura di parlare senza mediazioni. I solfiti sono ridotti al minimo indispensabile.
La produzione non supera le 12.000 bottiglie, divise in cinque etichette. Ogni vino non è un oggetto da vendere, ma un racconto liquido che porta con sé il lavoro, la scelta, l’attenzione e la storia del territorio.
I vigneti si stendono per quattro ettari a Cupramontana, tra le contrade di San Marco, San Michele e Brecciole.
Piccoli appezzamenti, ogni vite seguita una per una. Solo rame e zolfo, mai pesticidi o fungicidi.
Sovescio ciclico per mantenere il terreno vivo. Qui la vite cresce ascoltando il cielo, respirando le brezze del mare e del monte.
È un lavoro agricolo, concreto, che lega mani, radici e cielo in un unico gesto. La vendemmia diventa un rito, le mani raccolgono grappolo dopo grappolo, la luce che cala tra i filari accende riflessi dorati sulle foglie, il profumo dell’uva matura si mescola alla polvere di terra. Ogni anno racconta un piccolo miracolo della natura e della costanza umana.
Maiolati Spontini si alza nel cuore dei Castelli di Jesi, tra colline che guardano il mare Adriatico e respirano i venti degli Appennini. Qui il clima è sottile, un equilibrio di giorni caldi e notti fresche che dona alla vite misura e precisione.
Le colline disegnano un mosaico di vigne, ulivi, boschi e calanchi, armonico e resistente, un paesaggio che entra nei vini e ne guida il carattere. La luce muta e trasforma i colori: l’alba tinge i vigneti di giallo e verde, il tramonto li accende di topazio e rubino. Ogni stagione porta una sfumatura nuova, e la vite registra tutto, silenziosa.
Il Verdicchio, in queste terre, ha trovato la sua voce più chiara. Vino capace di invecchiare, di farsi memoria liquida di un territorio complesso e generoso. Oggi il borgo resta sospeso tra mare e montagna, tra cultura e terra, e da questa sospensione nascono vini che parlano chiaro, vini che sanno di collina, di vento, di pietra e di sole.
E quando il calice si porta alla bocca, non è solo vino quello che arriva. È un soffio di vento tra i filari, il passo dei quattro amici che camminano tra le vigne, il canto delle grotte di tufo che custodiscono il tempo.
Bere i vini di Oppoddentro significa entrare in un racconto che non finisce, che resta lieve e tenace, come memoria, come radice, come promessa di rispetto per la terra.
Ogni sorso porta con sé il senso del lavoro paziente, della fedeltà ai luoghi e al tempo.
E in quel silenzio liquido, tra i riflessi dorati del bicchiere e l’eco dei secoli, si sente la voce di Oppoddentro, chiara, intatta, viva.