Guccione 🍷

Francesco Guccione


Contrada Cerasa

San Cipirello (PA)

Tel.3472993492

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francescoguccione.wordpress.com

 

È come tornare a respirare, a dare un altro passo sul cammino che ti sfida, ti tradisce, ti frantuma. Ma non ti arrendi, perché la terra è l'unica cosa che ti rimane, l'unica che, malgrado tutto, ti accoglie con una forza silenziosa, immutabile, che non ti tradisce mai. Francesco lo sa. Dopo le porte sbattute, dopo il sogno strappato, dopo aver visto tutto cadere a pezzi e aver messo in discussione il suo diritto a esistere, ha capito che non c’era altra via se non quella di ricominciare. Ricominciare per non dissolversi, per non farsi schiacciare dal dolore, per non arrendersi alla rassegnazione che può insinuarsi nell’animo di chi ha visto la propria vita, il proprio sogno, infrangersi. Perché il vino è l’unica cosa che sa fare, e la vigna è l’unico posto che abbia un senso. E Cerasa è ancora lì, madre, sorella e compagna, la terra che non lo abbandona mai.

La vigna è una compagna che ti accoglie, che ti insegna la pazienza, ma ti chiede anche di affrontare le tue paure. C'è ancora il lavoro di sempre da fare: i tendoni di Trebbiano da arare, i filari di Perricone da potare, i tralci di Catarrattoda intuppare. La terra non aspetta, e l'uva è già lì, pronta per la vendemmia. Non c'è tempo per fermarsi, non c’è spazio per il lamento. Le cose da fare sono troppe, e ogni minuto è prezioso. C'è da ricostruire tutto. La vigna, l'azienda, la cantina. Ci sono attrezzi da trovare, qualcuno prestato, qualcun altro regalato, alcuni da ricomprare. La cantina, quella che non c’è ancora, da costruire, attrezzare, rendere operativa, perché l’uva non aspetta.

Francesco ricomincia nel 2012, da solo, perché è l'unica cosa che può fare: tornare alla terra, riprendere il filo di un sogno che non si è mai davvero spezzato. La terra è l’unica compagna che non tradisce, l’unica che offre la possibilità di rinascere anche dalle ceneri, che può darti il perdono per ogni fallimento, per ogni inciampo. Perché la terra è generosa con chi sa ascoltarla, con chi ha il coraggio di entrare in sintonia con essa, con chi ci mette la passione, le mani e la testa. Francesco è uno di quelli che non si ferma. E la sua vigna è il luogo in cui rinascere, dove il coraggio incontra la terra e, insieme, danno vita a qualcosa di nuovo, di forte, di autentico.

I suoi vini nascono dalle vigne di Cerasa, e sono vini che raccontano una storia di resistenza, di ribellione, di non conformismo. Sono vini testardi, difficili, che sfuggono alle etichette preconfezionate. Non si lasciano ingabbiare da categorie. Come il Trebbiano. Un Trebbiano in Sicilia? Sì, ma non un Trebbiano qualsiasi. Un Trebbiano che si adatta, che si ambienta, che si fonde con la terra, che diventa siciliano nel profondo, fino al midollo. Non è più solo un vitigno, è un interprete della Sicilia. Il Trebbiano delle vigne di Cerasa è diverso. Succhia l’essenza della Sicilia dalle zolle bianche di pietre e nere di humus, calde di sole cocente. E ti restituisce nel bicchiere l’essenza dei campi dopo la trebbiatura, il profumo delle cotogne, delle arance amare. È un vino che ti trascina nel cuore della Sicilia, fra le colline selvagge, là dove il silenzio è interrotto solo dal fruscio dei fiori di maggio e dai suoni della natura che ti parlano, a modo loro.

E ti sfida. Ti sfida a riprovare, a tornare a provarci, a ricominciare daccapo. Perché è proprio lì, nel profondo della terra, che Francesco trova la sua forza. Nel dolore di un sogno che è stato infranto, ma anche nella bellezza di un sogno che può rinascere, più forte e più vero. La vigna di Cerasa non è solo un pezzo di terra, è un simbolo di resilienza. Come il vino che nasce da quella terra, che è il frutto di sudore, di passione, di anni di fatica, ma anche di riscatto. Il riscatto di chi non ha paura di ricominciare, di chi sa che la terra non mente, che il vino, per quanto duro, può sempre essere migliore.