Rinelli Vigneti

Marco Pettinelli


 

Strada prov. 107 per Arcinazzo, 4

00021 Affile

Roma

 +39 3357592457

 [email protected]

 

https://rinelliwines.com/it/

 

Affile. Un piccolo borgo del Lazio, incastonato tra le pieghe segrete dei monti Simbruini. Qui, dove l’aria è sottile e la luce filtra tra nebbie e vento, nel 2020 Marco Pettinelli ha scelto di fare qualcosa di semplice, e per questo rivoluzionario: restituire vita a vecchi vigneti abbandonati. Nessuna posa eroica, nessuna narrazione forzata. Solo un gesto naturale, nato da un senso profondo di appartenenza. Un atto dovuto alla terra.

Le vigne di Rinelli si adagiano a circa 684 metri d’altitudine. In questo silenzio altissimo, il terreno parla con voce chiara: è bianco, argilloso, calcareo, vivo. Ricco di minerali e memoria. È una terra che offre, ma non si concede facilmente. Va ascoltata, rispettata, accompagnata. È da questo dialogo costante che nascono i vini Rinelli.

Le varietà coltivate non sono una scelta di mercato, ma una dichiarazione d’identità. Il Cesanese d’Affile, autoctono e schietto. Il Trebbiano toscano, umile e longevo. E poi, con il tempo, sono arrivati anche il Riesling renano e il Pinot nero: ospiti curiosi, accolti senza pregiudizio e messi alla prova nel microclima unico del territorio.

In vigna, ogni gesto è manuale. I filari sono stretti, antichi, segnati dal tempo. Le mani lavorano dove le macchine non possono. Potature attente, sovesci, gesti pazienti che seguono il ritmo della natura. Nessuna scorciatoia. Nessun compromesso. Il metodo agricolo è rigenerativo, lontano dalla logica dell’agrochimica. La certificazione biologica è in arrivo, ma è solo un dettaglio: la vera certificazione è la coerenza quotidiana, quella che si legge negli occhi, si ascolta nelle storie e si sente nel bicchiere.

La cantina, ricavata nei locali più freschi del vecchio casale di famiglia, è un luogo di rispetto. La temperatura si mantiene naturale. L’acciaio, il rovere francese, i pochi macchinari presenti — tutto è pensato per accompagnare l’uva, non per dominarla. Qui si lavora in sottrazione, lasciando spazio all’espressione più autentica del frutto e del territorio.

Il nome Rinelli nasce dalla fusione di due storie, due famiglie: Ricci e Pettinelli. È un progetto corale. Marco coordina, il figlio Stefano — enologo e agronomo — traduce l’intuizione in metodo. Ma tutti, davvero tutti, partecipano: in vigna, in cantina, davanti a una bottiglia. Perché qui il vino non è un prodotto, è un processo condiviso.

Anche l’arte entra a far parte di questa narrazione, con etichette vive, colorate, ispirate, che non decorano ma raccontano. Ogni vino è diverso, ma c’è un filo comune che li unisce: la volontà di dare voce a un paesaggio che troppo a lungo è rimasto in silenzio. Ora che ha ritrovato il coraggio di parlare, ascoltarlo non è solo un piacere — è un privilegio.

 

 
#officinaenoica🍾