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Via Santa Maria della Strada 28
71017 Torremaggiore (FG)
Tel. 3276267944
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Antonio Russo ha ventisei anni e la testa piena di vigne, ulivi, silenzi e poesia. Cresce tra le distese immense dellâAlto Tavoliere delle Puglie, dove la terra si tende sotto il cielo largo, e il vento del mare si infila tra i rami dellâolivo come un vecchio amico. A Torremaggiore, dove nasce, ogni odore è una promessa: il mosto che ribolle, lâerba secca dopo il raccolto, lâolio nuovo che pizzica le narici e le dita.
Non si accontenta di vivere la terra, Antonio. Vuole comprenderla, raccontarla, trasfigurarla. La terra, per lui, non è solo fatica: è parola. CosĂŹ studia. Prima Scienze Agrarie a Campobasso, poi Enologia ad Asti, nel cuore del Piemonte, dove il vino è cultura, paesaggio, rigore e poesia. LĂŹ, tra le vigne ordinate del Monferrato e le curve sensuali delle Langhe, trova unâaltra lingua della terra. Lavora alla Vietti, cantina storica di Castiglione Falletto, e partecipa alla nascita di grandi cru di Barolo. Respira quellâaria da laboratorio artigiano che solo i grandi vignaioli conoscono.
âLe Langhe sono il mio primo amore,â dice oggi. âLĂŹ tutto è misura. LĂŹ lâuva diventa architettura, lâuomo è parte della vigna.â E infatti è quasi certo di restare. Acquista un Maggiolino, cerca casa ad Alba. Ma il mondo si ferma. Il primo lockdown, la solitudine, lâassenza. LâimpossibilitĂ di tornare a casa diventa ferita. In quei giorni riaffiora un ricordo dâinfanzia: una poesia che scrive da bambino, dove un uccello sogna il mare e un pesce sogna il cielo. Allora capisce. Il sogno non è altrove. Ă nel suo posto. Nella sua Puglia.
Torna. Non per rassegnazione, ma per scelta. Per amore. Per rivoluzione. âLa tua vera rivoluzione sarĂ rivoluzionare te stesso,â ripete, citando Mannarino. E la rivoluzione, per lui, è restare. Dare dignitĂ al luogo, alla lingua, alla pianta. Comincia dagli ulivi, da quelli della sua infanzia. Punta tutto sulla Peranzana, cultivar antica e schietta, che qui â tra il Gargano e lâAdriatico â raggiunge unâespressione unica, profonda, elegante. Nasce Evoè.
Evoè non è solo olio. Ă unâopera. Unâidea liquida. Ă olfatto e gusto che raccontano un paesaggio. Non si limita a nutrire: emoziona. Ogni bottiglia è pensata come un quadro. Lâetichetta è firmata dal pittore Pino Spadavecchia, che traduce su tela il pensiero di Antonio. âVoglio che chi apre Evoè senta la mia terra: le cicale, la polvere dâagosto, il pane caldo. Voglio che emozioni come una poesia, come una musica.â
Oggi Antonio lavora tra San Severo, Cerignola e Venosa, al fianco di una consulente enologica di grande esperienza. Segue vigne, interpreta suoli, ascolta le fermentazioni. In ogni scelta cerca lâanima del luogo. Lâenologia, per lui, è arte. Ă ascolto, intuizione, linguaggio naturale.
Continua a scrivere, a pensare. âNon sono un poeta,â dice, âma la poesia mi accompagna.â Sorride, con quella lieve malinconia di chi ha dentro un fuoco che non consuma, ma illumina. Sa che il suo Tavoliere non ha ancora una voce riconosciuta nel grande racconto del gusto italiano. Ma sa anche che la voce può nascere. Che il racconto può iniziare da una goccia dâolio, da una bottiglia, da un ritorno.
Evoè è questo: non solo un extravergine. Ă una dichiarazione. Un atto dâamore verso la terra. Unâopera dâarte che si versa nel piatto, che profuma di casa, di tempo, di visione.
Antonio Russo resta. Resta e crea. Con la fermezza di chi sa che solo restando si può cambiare davvero.
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