Simone Pulcini 🍷

Pulcini Simone


Via della Lite 87

00132 Roma 

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https://www.pulcinisimone.it/

 

 

Il Frascati non è solo una denominazione, è una soglia. Un territorio che vive da sempre in equilibrio tra la città e la campagna, tra la vocazione agricola e una prossimità ingombrante. Torre Jacova sta lì, ai margini di Roma, dove l’urbanità si interrompe senza avvisare e la terra torna a parlare una lingua antica fatta di tufo, vento e luce. Qui la vite cresce su suoli porosi, vivi. Suoli che drenano, che respirano, che restituiscono al vino una tensione salina e una freschezza naturale, mai forzata. È una terra che non concede opulenza gratuita, ma pretende rispetto e presenza costante.

In questo paesaggio inizia la storia della famiglia Pulcini. Non con un progetto imprenditoriale, ma con un gesto domestico e necessario. È nonno Loreto a coltivare uva per fare vino in casa, secondo una tradizione contadina senza etichette né ambizioni. Vino per stare insieme, per condividere il tempo, per rendere il lavoro nei campi qualcosa di compiuto. La vigna come prolungamento della casa, non come strumento.

Con Gino, suo genero, quel gesto diventa visione. Non eredita solo i filari, ma un modo di stare nella terra. Da autodidatta si appassiona sempre di più alla viticoltura e inizia a interrogarsi su come coltivare senza snaturare. Sono anni in cui la viticoltura intensiva avanza, semplifica, forza. Gino sceglie una strada diversa. Osserva, sperimenta, sbaglia e corregge. Cerca una naturalezza possibile, concreta, fatta di equilibrio più che di regole. La sua è una resistenza quotidiana, silenziosa, agricola nel senso più profondo.

Questa idea di vigna passa ai figli come passa un dialetto. Non si insegna, si vive. Simone Pulcini cresce così, tra filari e cantina, respirando mosto prima ancora di conoscerne il nome. Dopo la scuola agraria sente la necessità di dare forma teorica a ciò che ha sempre visto fare. Studia enologia, si confronta con altre realtà, attraversa cantine del centro e del nord Italia. Porta a casa esperienza, metodo, ma soprattutto conferme. Capisce che il suo posto è lì, dove il tufo affiora e la memoria pesa quanto il futuro.

Tornare non è un passo indietro, ma un atto di radicamento. Simone Pulcini oggi è il vigneron. Segue vigneti piccoli, spesso recuperati dall’abbandono. Tre ettari scarsi, ricomposti con pazienza. Vigne che erano destinate a scomparire e che invece tornano a produrre, a raccontare. Il lavoro è meticoloso, continuo. Ogni scelta è legata alla sostenibilità concreta del luogo, al rispetto del territorio e a un’idea di accessibilità che non riguarda il prezzo, ma la chiarezza del vino.

La raccolta è manuale, in cassetta, perché scegliere l’uva è già un atto di vinificazione. In cantina si interviene il giusto. Le macerazioni sono pensate per estrarre senza forzare, l’acciaio protegge l’espressione del vitigno, il legno accompagna senza sovrastare, usato come spazio di respiro e non di timbro. Il tempo resta una variabile fondamentale, mai compressa.

I vini che nascono qui non cercano effetto. Portano dentro il Frascati meno conosciuto, quello agricolo, feriale, resistente. Un territorio che non ha bisogno di essere reinventato, ma semplicemente ascoltato. La famiglia Pulcini questo lo fa da tre generazioni. Senza proclami. Con pazienza. Con rispetto. E con la consapevolezza che il vino, quando dice il vero, non ha bisogno di alzare la voce.

 

 @officinaenoica🍾