La Busattina

Emilio Falcione


Loc. La Busattina

San Martino sul Fiora (GR)

Tel.0564607840

[email protected]

 

www.labusattina.it

 

La Busattina, situata all'estremo sud della Toscana, rappresenta un angolo di mondo in cui la natura non è solo un contesto, ma la vera protagonista di ogni gesto. Siamo nel cuore di una Maremma selvaggia, che alterna boschi, pascoli, vigneti e seminativi, un territorio che sembra quasi sfidare il dominio dell'uomo, mantenendo intatta la sua essenza primordiale. A 500 metri di altezza, La Busattina è baciata dai benefici influssi climatici tanto della montagna quanto del mare, creando un ambiente ideale per la coltivazione di varietà che rispecchiano appieno la storia e la cultura di questa terra.

Dal 1998, Emilio Falcione ha recuperato questa azienda, che un tempo era in disarmo, riportandola alla vita con un profondo rispetto per la terra e la sua capacità di rigenerarsi. Come un vero custode del territorio, Emilio ha intrapreso un lungo percorso di trasformazione, facendo della biodinamica il cuore pulsante della sua agricoltura. Non si tratta solo di un metodo produttivo, ma di una filosofia di vita che abbraccia la terra come un organismo vivente, in cui ogni elemento è interconnesso e interdipendente. Qui, il rispetto per la natura non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che permea ogni gesto, ogni scelta, dalla coltivazione all’allevamento, fino alla vinificazione.

Emilio Falcione ha scelto di percorrere una via che, come Luigi Veronelli sosteneva, si allontana dall’omologazione e dalla standardizzazione del mondo del vino. L’anarchia positiva che Veronelli predicava non significa ribellarsi per il gusto della ribellione, ma rifiutare le imposizioni commerciali e le tendenze del mercato per seguire una verità profonda, che nasce dalla sintonia con il territorio. Emilio, con la sua filosofia biodinamica, incarna perfettamente questa visione. La sua agricoltura non è un atto di dominio, ma una forma di cooperazione con la natura. Ogni singolo gesto è finalizzato a comprendere e a rispondere alle necessità della terra, per far sì che essa produca non solo uva, ma anche vita, in tutte le sue forme.

Come Veronelli scriveva: "Il vino è l’espressione di un incontro tra l'uomo e la natura", Emilio sembra aver fatto propria questa concezione. Non tratta la sua vigna come un'entità da sfruttare, ma come un luogo sacro in cui ogni ciclo naturale è rispettato e curato. I vitigni rossi che coltiva, come il Sangiovese e il Ciliegiolo, sono accompagnati da quelli bianchi, come il Trebbiano, la Malvasia, l'Ansonica, varietà che parlano del territorio in maniera autentica. Ma non è solo il vino a raccontare la storia della Busattina. Emilio ha deciso di riscoprire e coltivare anche varietà di cereali antichi, rispondendo alla necessità di preservare una biodiversità che va al di là della vigna. Le razze animali in via di estinzione, allevate con lo stesso spirito di cura e rispetto, sono un ulteriore tassello di questo organismo agricolo complesso che Emilio ha creato.

Emilio, nel suo impegno, ci ricorda che la terra non è un bene da sfruttare, ma una risorsa da rispettare, un concetto che trova una sua forte affinità con il pensiero di Luigi Veronelli. L'idea che il vino debba essere frutto di una vera e propria conversazione con il territorio, un prodotto che racconti la verità di un'annata, la tipicità di un clima, la storicità di una tradizione, è un concetto che ha guidato Emilio fin dai primi passi. E il vino che produce, come Veronelli avrebbe apprezzato, non è mai forzato, mai artificiale, ma è una creatura che nasce e cresce secondo i ritmi della natura. Come lui stesso dice, il vino è "una creatura che ho aiutato a nascere, come un figlio, ma come un bambino è un essere indipendente, che io posso guidare, tentare di correggere, ma mai dominare completamente". Questa visione profonda e rispettosa della viticoltura biodinamica si riflette in ogni bottiglia, che non è solo il frutto di un lavoro, ma il risultato di una lunga e attenta interazione tra uomo e natura.

L’anarchia positiva di Veronelli non implica il rifiuto della qualità, anzi, è proprio nella capacità di rispettare la natura e di lavorare in sintonia con essa che nascono i vini più veri, quelli che non si piegano alle mode del momento ma che raccontano la verità della terra. Emilio, con la sua scelta di stampigliare sulle retroetichette delle proprie bottiglie le informazioni dettagliate sulla vinificazione e sulle tecniche agronomiche utilizzate, abbraccia pienamente questo principio di trasparenza. Non vuole che il consumatore si accontenti di ciò che gli viene imposto, ma che abbia accesso a tutte le informazioni per comprendere e apprezzare veramente ciò che sta bevendo. In un mondo dove spesso il marketing e la comunicazione vincono sulla sostanza, Emilio ci offre la possibilità di comprendere il lavoro e l'impegno che si celano dietro ogni bottiglia.

La Busattina, con il suo impegno verso la biodinamica e la biodiversità, è una dimostrazione concreta che l'agricoltura può e deve essere altro rispetto alla produzione intensiva e industriale. Non è solo un’azienda vinicola, ma un laboratorio vivente in cui ogni aspetto della vita agricola è studiato, curato e rispettato. La trasparenza che Emilio ha scelto di applicare è un ulteriore passo verso l’autonomia e la libertà, valori che Veronelli ha sempre sottolineato, e che Emilio, con la sua viticoltura, incarna in maniera tangibile.

Con la sua agricoltura e i suoi vini, Emilio Falcione non solo preserva il passato e il futuro del territorio toscano, ma ci regala anche una nuova visione di come il vino può essere prodotto: non in base a logiche di mercato o a tendenze temporanee, ma partendo da un'autentica connessione con la terra, dalla consapevolezza del proprio ruolo come custode e interprete di un equilibrio naturale. In questo, La Busattina si fa portavoce di un messaggio che non è solo agricolo, ma anche culturale, che ci invita a riflettere sul nostro rapporto con il mondo che ci circonda.