Frantoio Tini 🍈

Vincenzo Tini & Roberta Di Luigi


 

Contrada Pizzannocca, 1

64035 Castilenti (TE)

+39 339 5969504

[email protected]

 

www.frantoiotini.it

 

Nel cuore delle colline abruzzesi, a 375 metri sul mare, sorge una casa antica che profuma di ulivi e di tempo: il Frantoio Tini. Un luogo dove la tradizione è stata lavorata come un’impasto vivo, mescolato con mani che sanno, da generazioni, come far parlare le olive.

Tutto comincia nel 1921, quando Antonio Tini apre il primo frantoio in una piccola contrada di Castilenti, spinto da un’idea semplice ma rivoluzionaria: trasformare il frantoio da mera macchina in casa della qualità. Prima di lui, la frangitura era fatica di uomini e animali. La molazza girava spinta da un cavallo, la pressa a vite di legno richiedeva forza e misura. Ma Antonio non si limita a ripetere un rituale antico: introduce la novità, anticipa i tempi con il primo frantoio “moderno” mosso ancora da forza umana e animale, un equilibrio tra natura e ingegno.

La parola “trappeto”, da trapetum latino, e dal greco trapetes, significa pigiare, spremere, e questo verbo è quasi un canto nel Frantoio Tini. Qui si pigiano le olive, si strizzano i grappoli di aromi che racchiudono il paesaggio d’Abruzzo. Nei decenni, il frantoio si trasforma ma non si tradisce: la “coppa” di stagno, l’abilità del mastro frantoiano che separava l’olio dalle acque di vegetazione, resta memoria preziosa. Nel 1936, quella terra assume un nome nel catasto: “Trappeto Tini”, segno che la famiglia ha lasciato un segno indelebile nel territorio.

Arriva il 1962, e con l’elettrificazione, anche il frantoio si evolve: si introducono macchinari all’avanguardia per allora, l’elevatore elettrico, le molazze di granito, la gramola dosatrice, le presse idrauliche. È un salto di qualità senza tradire il cuore artigiano. I fratelli Pietro e Vincenzo portano il primo separatore centrifugo, lasciando alle spalle la separazione manuale, ma guadagnando precisione e pulizia, perché l’olio deve essere una carezza netta, mai impura.

Poi arriva il 1980, l’anno in cui Carmine Tini fa un passo deciso verso il futuro. Le macine diventano tre, le presse cinque, si monta un impianto a ciclo continuo con separatori automatici, potenziando la capacità di lavorare otto quintali di olive all’ora. Il frantoio diventa più efficiente, ma conserva quella sacralità del rito: la molitura è un tempo di condivisione, di attesa e di festa.

La cura per l’oliva si vede anche nelle accortezze pratiche: la raccolta, il trasporto in luoghi arieggiati, la frangitura entro 24 ore. Perché solo così si preserva l’essenza dell’olio. Come un vino che non sopporta ritardi, anche l’olio ha i suoi tempi e i suoi modi, che non ammettono compromessi.

Nel 1999, Vincenzo entra ufficialmente in società con il padre Carmine, e insieme conducono il frantoio verso nuovi orizzonti. Sono ormai quasi un secolo di storia, ma la voglia di innovare non si placa. Nel 2015, la tecnologia si fonde con la tradizione, si perfezionano i sistemi di estrazione per innalzare ancora la qualità, senza mai perdere il legame con il passato. In occasione del rinnovo dell’impianto viene anche lanciato il progetto evolution, the story of you oil, ogni bottiglia riporta un QR Code e un codice univoco, che riporta alla storia dell’olio: punto GPS di raccolta delle olive, data lavorazione, tempi e temperature, varietà, abbinamenti culinari,

Eppure, tra i nuovi macchinari, le macine in pietra di granito restano lì, come monumento e memoria. Per chi ama il lento girare della pietra su pietra, il suono antico che racconta un’epoca di fatica e poesia. Il frantoio non è solo un luogo di lavoro, è un rituale che si ripete ogni autunno. È il cuore pulsante della comunità, dove si intrecciano conversazioni, esperienze, emozioni.

Le donne della famiglia, da sempre presenza silenziosa e indispensabile, sono oggi protagoniste attive. Roberta, con la sua competenza nel marketing, ha portato lustro e visibilità, senza mai tradire lo spirito autentico dell’azienda.

Il Frantoio Tini non è solo un nome, ma un territorio, un’idea di qualità che si tramanda con orgoglio e dedizione. Qui, nell’olio extravergine che esce da quella terra, c’è tutta la storia di una famiglia, il respiro delle colline abruzzesi e l’eco di un lavoro fatto con cura, passione e rispetto. Così si racconta il Frantoio Tini, dove il passato e il presente si fondono in un unico gesto: quello di spremere l’anima dell’oliva e trasformarla in olio. Nel 2021, in occasione del centenario dell’attività, l’azienda inaugura una nuova sala assaggio aperta al pubblico, interamente dedicata alla conoscenza dell’olio. Da quel momento iniziano a proporre esperienze di visita guidata al frantoio, abbinate a degustazioni tecniche professionali degli oli prodotti.

L’obiettivo è quello di accompagnare il consumatore nella comprensione di cosa significhi davvero “olio extravergine” e quando si possa parlare di alta qualità. Particolare attenzione viene riservata alla valorizzazione del territorio e delle cultivar locali, con un focus speciale sulle varietà Castiglionese e Dritta.