Azienda Agricola Altaluce
di Massimiliano Fornero
Via Delle Germane, 1 - Ivrea (TO)
La cantina Altaluce nasce nel 2020, in un tempo sospeso, nel pieno dell’epoca pandemica. A guidarne la fondazione è il desiderio profondo di Massimiliano e Daniela, il coniugare l’amore per la montagna con la vocazione autentica per la viticoltura. Il loro cammino si può riassumere in tre parole che sono anche una dichiarazione d’intenti: alpinisti per passione, montanari d’adozione, vignaioli di professione.
Dalle cime percorse per oltre vent’anni con spirito esplorativo, nasce la ricerca di un luogo dove fermarsi e riconoscersi. Quel luogo è Nomaglio, piccolo borgo all’imbocco della Valle d’Aosta, tra i terrazzi di Carema e le pendici del Mombarone. Qui prende vita il vigneto, su terreni antichi, modellati dal Ghiacciaio Balteo e disseminati di massi erratici, in un contesto paesaggistico di straordinario fascino e memoria.
Il paesaggio racconta la storia dell’uomo e della roccia, muri a secco che paiono bastioni, architetture vernacolari come baite, balme e crotin, il tutto incastonato tra castagneti e mulattiere ben conservate. Un equilibrio raro, dove la mano dell’uomo ha saputo dialogare con la natura, anziché dominarla.
Il nome Altaluce è ispirato a una delle tante vette scalate. Un nome scelto quasi per folgorazione, al ritorno da una salita, evocazione dell’alto, della luce, di quella tensione ideale verso il bello e il vero che ha portato i due fondatori a scalare sessantadue degli ottantadue quattromila delle Alpi.
La filosofia aziendale si fonda su tre pilastri, tenacia, innovazione, sostenibilità.
Tenacia, nel domare la viticoltura eroica di montagna, tra micro-parcelle e centinaia di metri di muri da preservare.
Innovazione, nell’impiego di tecnologie agronomiche all’avanguardia per affrontare il cambiamento climatico e tutelare la salute della pianta.
Sostenibilità, nella scelta rigorosa di materiali biodegradabili e nel recupero di antiche pratiche contadine, come l’uso delle ginestre per la legatura dei tralci o la creazione di spazi per la biodiversità.
I vigneti si estendono lungo la Serra Morenica, spettacolare morena laterale del Ghiacciaio Balteo, e trovano espressione anche nel cuore di Ivrea, città ricca di storia, memoria industriale e cultura. Proprio nel suo centro storico, sotto la seicentesca Chiesa di Santa Croce – scrigno di affreschi del pittore Luca Rossetti da Orta – sorge la cantina, oltre cento metri quadrati articolati su due livelli, edificati sopra le fondamenta romane dell’antica Eporedia.
Ivrea, inoltre, ospita un piccolo ma significativo tesoro la prima, e ad oggi unica, vigna di Erbaluce DOCG censita nel catasto cittadino. Un dettaglio che racconta l’anima del progetto Altaluce, radici nella terra, sguardo rivolto in alto.