Loc. Courbaval
10050 – Chiomonte (Torino)
Alta Val di Susa
Tel.3403797942
Sono uomini e donne dalle più varie esperienze di vita, che, guidati da un bisogno profondo e ineludibile di trovare un modo più umano e libertario di abitare questa terra, hanno scelto di impegnarsi in una sfida senza compromessi. La loro necessità di mettersi in gioco non è solo un atto di coraggio, ma una ricerca di autenticità in un mondo che spesso sembra smarrire il contatto con le radici, con la semplicità e la bellezza di una vita che nasce dalla terra. Ogni passo che compiono è una riflessione, una scommessa controcorrente, una volontà di rispondere alla pressione di un mondo in continuo cambiamento con gesti che hanno il sapore della tradizione, ma anche della novità, della sfida e della speranza.
Non è un caso che abbiano deciso di stabilirsi in questa valle, minacciata dal cantiere del TAV, dove la bellezza dei luoghi rischia di essere sacrificata sull’altare della modernità e del progresso a qualsiasi costo. Ma è proprio qui, dove il rumore delle ruspe potrebbe presto sovrastare il canto degli uccelli, che hanno scelto di mettersi in gioco, di alzare la testa e di lottare in ogni modo possibile per difendere ciò che è loro, ciò che è di tutti. Non solo un atto politico, ma una forma di resistenza silenziosa ma potente: attraverso il lavoro della terra. La terra, che rischia di essere contaminata dall'alta velocità, loro la coltivano con amore e rispetto, come se fosse una promessa di futuro, come se fosse la loro dichiarazione d’intenti, il loro modo di essere radicati in questo mondo e, al contempo, di guardare al futuro con speranza e determinazione.
Quando sono arrivati, la loro conoscenza agricola era quasi nulla. Ma non si sono mai lasciati scoraggiare. Hanno imparato dalle mani della terra, dai ritmi della natura, dalla sua generosità e dalle sue leggi inviolabili. Ogni giorno è stato una scuola, ogni stagione un libro che si scriveva, e il loro impegno è stato totale, incondizionato. Hanno dedicato tempo ed energie a ogni aspetto della vita agricola, da quello pratico a quello teorico, cercando di comprendere come lavorare in armonia con la natura, con la stessa dedizione che si deve al buon vino, che è figlio della terra e del tempo.
Nel recupero dei terreni, molti dei quali erano in stato di completo abbandono, hanno visto non solo una sfida, ma anche una possibilità: quella di ridare vita a ciò che era stato dimenticato, di riportare la bellezza dove era stata spazzata via dalla disattenzione. I terreni che oggi gestiscono, in comodato d'uso gratuito, sono il frutto di una continua lotta contro l’abbandono e l’indifferenza. Ogni campo che lavorano, ogni filare che riprendono in mano, è una vittoria, una piccola rinascita che parla di cura e di amore per il nostro patrimonio più grande: la terra.
Producono frutta e verdura, miele, formaggi, conserve, succhi di mela e vino, in una sintesi perfetta di natura e tradizione. Hanno circa 30 capre, 3 asini, 2 cavalli e un pollaio multietnico, come un microcosmo di biodiversità che racconta la loro visione di un mondo agricolo in equilibrio. Ogni animale, ogni pianta, ogni frutto che nasce da quelle mani è il segno di una relazione, di un legame profondo che va oltre il semplice atto della coltivazione: è un patto con la natura, una promessa di preservare l’essenza del territorio che li ospita.
La loro agricoltura è biologica, non tanto perché è certificata, ma perché è il risultato di una scelta quotidiana, di una pratica che non conosce compromessi. La loro filosofia non è fatta di etichette e sigilli, ma di gesti semplici e autentici che si sintonizzano con i ritmi naturali delle stagioni, con l’alternarsi del giorno e della notte, con la forza dei cicli naturali. Non c’è un “modello” da seguire, ma una ricerca continua, una sperimentazione che nasce dal profondo rispetto per la terra e per il suo miracolo di vita. Lavorano la terra con la stessa passione con cui un vignaiolo lavora la sua vigna, perché sanno che la qualità nasce prima di tutto da lì, dalla cura, dall’attenzione, dalla consapevolezza che ogni piccolo gesto conta, che ogni atto è un seme per il futuro.
Luigi Veronelli, uno dei più grandi cultori del vino e della cultura agricola, scriveva: “Il vino è il frutto della terra e della sua storia. È un racconto che si scrive attraverso le mani di chi lo lavora, attraverso l’intelligenza del cuore e del sudore. Un buon vino non nasce in cantina, nasce in vigna. Così, ogni lavoro agricolo è una creazione, un’arte che nasce dal rispetto per la natura.” E così, in ogni frutto, in ogni prodotto che queste persone mettono nelle mani degli altri, c’è una storia di passione, di lotta, di amore e di speranza. Un racconto che parla di terra, di uomini e di donne che hanno deciso di mettersi in gioco, di calpestare sentieri nuovi, per difendere un mondo che troppo spesso viene dimenticato, ma che resta il nostro bene più prezioso.