Cocciacavallo 🍷

Marina Mattioda & Antonio Petruziello


 

Via Cocciacavallo 1

San Michele di Pratola Serra (AV)

Tel.0825967260

 

agricocciacavallo.eu

 

Cocciacavallo, il soprannome del nonno di Marina, non è solo un affettuoso ricordo familiare, ma il simbolo di una tradizione che affonda le radici in un legame profondo con la terra irpina, una terra che racconta di tempo e pazienza, di rispetto per i cicli naturali, di un'arte che non è mai separata dalla vita. Già all'inizio del Novecento, quando pochi ancora osavano pensare a una viticoltura che guardasse alla natura come punto di partenza, il nonno di Marina imboccava il cammino della vinificazione sulle colline di Pratola Serra, là dove la terra respira tra i 400 e i 750 metri di altitudine, immersa in un paesaggio di incomparabile bellezza.

Le colline irpine, un mosaico di vigneti e boschi, sono abbracciate da una varietà straordinaria di piante perenni, che si alternano ai boschi che danno rifugio ad una fauna tanto varia quanto fondamentale. Alveari di api, coccinelle, insetti di ogni genere, volatili, lucertole, talpe e rane non sono semplici abitanti del territorio: sono i custodi di un equilibrio ecologico che garantisce la fertilità e la salute di ogni pianta, di ogni vite. Ogni creatura, grande o piccola, contribuisce alla magia del ciclo naturale che rinnova il suolo e lo arricchisce di vita.

Non c'è chimica in questo paradiso, né concimi industriali né diserbanti. Solo il rispetto per la terra e i suoi ritmi. Il terreno, trattato con il metodo antico dell'interramento di erbe seminative o vernine, si nutre della ciclicità della natura. La lavorazione intorno alle piante è manuale, ogni gesto è meditato, ogni intervento è pensato per non turbare l'armonia di questo piccolo grande ecosistema. Solo i trattamenti indispensabili sono ammessi, ma sempre con moderazione, a base di rame e zolfo di miniera, in dosi minime, per non alterare l'essenza del vino che nasce in quella terra. È un'arte che non si piega alla logica del mercato, ma si conforma alla volontà di preservare la salute del suolo, degli esseri viventi, e soprattutto della qualità del frutto.

E poi c'è la cantina, un luogo dove il tempo sembra fermarsi, dove la lavorazione è il risultato di un'intima connessione tra l'uomo e il vino. Nessuna chimica, nessun artificio, solo lieviti indigeni naturali e l'uso di tecniche manuali. Ogni bottiglia di vino di Cocciacavallo è il frutto di un'accurata selezione, che parte dalla cura delle vigne e si completa con un lavoro che rispetta il tempo e il processo naturale di fermentazione. I vini che ne nascono sono figli diretti di quella terra, non contaminati da interventi esterni. Fiano e Aglianico, varietà autoctone, raccontano ogni anno una storia diversa: la gradazione, il gusto, il sapore, gli aromi cambiano, evolvono, come una sintesi perfetta di ciò che l'anno ha donato alla natura. Un anno particolarmente caldo, una primavera più piovosa, un autunno di sole: ogni stagione lascia una traccia, una sfumatura che si riflette nel bicchiere. "Succede perché, anche se il prodotto di base rimane lo stesso, la natura regala ogni anno una complessità in più", spiega Marina, il cui lavoro è un atto di fiducia verso il territorio e le sue imprevedibili magie.

Questi vini non sono semplicemente il risultato di un'abilità tecnica, ma sono il riflesso di una visione che va oltre la produzione, una visione che sa che il vero valore di un vino sta nella sua autenticità, nella sua capacità di trasmettere, anno dopo anno, il carattere di un territorio che vive in perfetta armonia con la natura. Come un canto antico, che muta ma non perde mai la sua essenza.