Cantine Ramarro

Andrea Tarabelle


Cantine Ramarro

Via Acquafiora, 21

54033 Carrara MS

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www.cantineramarro.com

 

 

C’è una vigna che non si lascia domare. Una vigna che chiede ascolto, rispetto, silenzio. È quella del Candia, terra antica e ruvida, dove il marmo delle Alpi Apuane brilla al sole come una lama, e il Maestrale, carico di salsedine, scivola tra le foglie come un canto primitivo.

Proprio lì, su colline aspre e ostinate, Cantine Ramarro ha piantato le sue radici. Non per caso. Non per calcolo. Per scelta consapevole.

Andrea Tarabella non nasce vignaiolo. Lo diventa per passione, lasciandosi alle spalle il disegno delle case per abbracciare il gesto antico della terra. Architetto, velista, sognatore di silenzi, sceglie la fatica vera, quella che ti guarda negli occhi e non fa sconti. Sceglie un mestiere che è insieme atto d’amore e ribellione: fare vino dove sembra impossibile.

Qui tutto è in pendenza. Le vigne eroiche, come le definisce il disciplinare, sono in realtà terrazze verticali aggrappate a crinali ripidi, con pendenze superiori al 30%. Dove le macchine non arrivano, arrivano le mani. La schiena. La pazienza.

Nessun diserbo, nessuna forzatura. L’erba cresce libera, tagliata solo quanto serve. Gli insetti restano tra i filari, custodi invisibili di un equilibrio fragile. Le piante, anche centenarie, vengono recuperate una a una, potate con rispetto, nutrite solo quando è davvero necessario.

È una viticoltura che non cerca scorciatoie: l’uomo si mette al servizio della vite, non il contrario. Anche in cantina, si segue la stessa filosofia. Nessun trucco. Nessuna fretta. Le vecchie vasche in cemento tornano a vivere, restaurate come reliquie di un tempo in cui il vino era vino, non un prodotto.

Le fermentazioni sono lente e spontanee. I lieviti sono quelli dell’uva, i travasi pochi, i solfiti ridotti al minimo. Il vino non si corregge: si accompagna. Gli si lascia il tempo di raccontarsi.

Così, ogni annata è diversa. Perché il vino qui è figlio del tempo, del vento, della fatica. Non si replica. Si vive. Cantine Ramarro non è un marchio. È un manifesto contadino. La prova che si può fare vino con pudore, coraggio e mani sporche. Un vino che nasce dalla resistenza alla standardizzazione, dalla passione per ciò che è difficile, dalla scelta di non cedere mai.

Qui il vino non si produce. Si ascolta, si accompagna, si rispetta. Si vive, ogni giorno.

E in ogni bottiglia, più che un gusto, trovi un gesto umano. Quello di chi, ogni mattina, risale il pendio. Non per dominare la vigna. Ma per restare.