Cellarium198 nasce tra le colline del sud-est di Montalcino, dove la luce del sole si posa come un velo dorato sui vigneti di famiglia coltivati fin dagli anni ’60. Qui la terra non è solo terra: è galestro e sabbia, schegge di alberese e argilla, memoria di millenni che il sangiovese assorbe e restituisce nel vino con una tensione elegante, minerale, sottile e vibrante. I filari si muovono lungo pendii che respirano il vento, tra cipressi solitari, oliveti sparsi e cespugli di macchia mediterranea, e ogni stagione ridipinge il paesaggio, il verde intenso della primavera si fa oro e rame in autunno, mentre l’inverno lo placa in sfumature silenziose.
La storia di Cellarium198 è un filo che parte lontano, dagli anni in cui il fondatore muoveva i primi passi con PiandiMacina.
Dal 1997 al 2011 nascono Rosso e Brunello di Montalcino e “Macina Grosso” IGT: vini disciplinati, certo, ma con lo sguardo sempre rivolto alla terra, alla vite, all’uomo. C’era già in quegli anni un gesto rispettoso, fatto di ascolto e pazienza, capace di far parlare il Sangiovese come nessun altro. Ogni bottiglia raccontava Montalcino prima di ogni altra cosa, come se il calice fosse un piccolo teatro dove il territorio prendeva parola.
Dopo anni di strade diverse, il progetto rinacque con un nome nuovo, Cellarium198. Non è solo un’etichetta, ma una casa, un diario, un luogo dove ogni scelta si misura con il respiro della famiglia. Accanto al fondatore, la moglie e i figli Edoardo e Violante hanno percorso ogni sentiero, seguito ogni grappolo, deciso ogni fermentazione. L’entusiasmo del nonno Bruno resta una luce guida, ma il lavoro unisce cuore e metodo, poesia e scienza, rispetto della natura e osservazione attenta.
In vigna si procede con delicatezza: rame e zolfo, sfogliature a mano, nessuna irrigazione. Solo Sangiovese per ora, ma lo sguardo è aperto, curioso, pronto a dialogare con altri vitigni quando il tempo e la terra lo vorranno. In cantina, terracotta, legno, vetro e acciaio diventano strumenti di ascolto: la fermentazione è spontanea, il vino cresce lentamente, assaggi dopo assaggi, fino al momento in cui si sente pronto a librarsi, a raccontare il suo luogo, la sua storia, la sua famiglia.
Cellarium198 è un vino che respira Montalcino, il sole, il vento, la roccia e la pioggia sono coautori.
È memoria e futuro, artigianalità e coraggio, un dialogo tra uomo e natura dove ogni sorso è un passo tra le colline, un battito del cuore della terra, una poesia che parla senza parole.