Pantarei 🍈

Maria Anzaldo


Via Largo Costanzo 26

Butera, Italy

Tel.333 354 5489

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L’olio nasce dalla pazienza

 

Ci sono luoghi dove il paesaggio non è semplice contorno, ma carne viva della storia. Butera è uno di questi. Antico feudo di pietra e vento, arroccato su colline che si aprono verso il mare africano, guarda l’orizzonte con occhi di terra bruciata e di ulivi. Siamo nel cuore della Sicilia meridionale, in quella provincia di Caltanissetta che vive in bilico tra l’interno aspro e silenzioso e il respiro aperto del Canale di Sicilia.

A pochi chilometri da Licata, città portuale ricca di storia e di barocco dimenticato, il paesaggio si fa campagna autentica, terra rossa, muretti a secco, profumo di origano e finocchietto selvatico, linee di ulivi disegnate come partiture. Qui, a 350 metri sul livello del mare, nasce e si radica l’Azienda Agricola Pantarei, un luogo di lavoro e di pensiero, dove la terra viene rispettata, ascoltata, accudita.

Pantarei è un nome che racconta già molto, panta rhei, tutto scorre. Ma qui, a ben vedere, c’è molto che resta: le radici, gli alberi, la memoria. Angelo Ficicchia e il nipote Giuseppe Mirisola olivicoltori e custodi, è anime dell’azienda. Non sono solo agricoltori, sono mediatori tra la pianta e il tempo, tra il suolo e l’olio. La loro è una conoscenza lenta, fatta di stagioni e di silenzi, di mani che toccano la terra come si tocca il volto di un padre.

Venti ettari di terra, dieci dei quali dedicati esclusivamente all’ulivo: 3.000 piante oggi, 4.000 in totale nel patrimonio aziendale. Gli uliveti si distendono su pendii ben ventilati, in un microclima ideale, l’escursione termica tra il giorno e la notte aiuta il frutto a maturare con equilibrio, mentre la brezza salmastra del vicino mare dona una nota viva, minerale, all’olio che ne deriva.

Le varietà sono quelle che solo la Sicilia sa raccontare con tanta forza, la Nocellara del Belice, dal fruttato deciso e pieno, e la Moresca, più delicata, elegante, dai toni verdi e mandorlati. Ogni cultivar viene raccolta al giusto grado di invaiatura e lavorata con metodo rigoroso, spremuta a freddo entro poche ore, per non disperdere nulla del profilo sensoriale. Ne nascono oli monovarietali che non sono semplici condimenti, ma veri racconti liquidi, ognuno con voce propria, ognuno capace di parlare di un luogo preciso, di un’annata, di una fatica.

Pantarei è anche mandorle, altra grande ricchezza di questo angolo di Sicilia. I mandorleti, coltivati con la stessa cura degli ulivi, restituiscono un frutto profumato, carnoso, perfetto per l’uso dolciario e da tavola. Ma l’azienda non si ferma alla produzione: ospita, racconta, apre le sue porte. Nel cuore del borgo antico di Butera, è possibile partecipare a degustazioni guidate degli oli, assaggiare le diverse cultivar, capire cosa distingue un olio da un altro, sentire sotto il palato il paesaggio che lo ha generato.

In Sicilia, diceva Veronelli, l’agricoltura è cultura. E Pantarei ne è prova viva. Non produce solo beni, ma identità. Non lavora solo la terra, ma la trasforma in narrazione. In ogni goccia del suo olio, c’è un pezzo di paesaggio, un soffio di storia, e l’anima di chi ancora crede che coltivare sia un atto nobile, civile, quasi sacro.

 

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