Ermanno ha passato dieci anni in mare. Non per sport, non per vacanza: lavorava tra turbine, impianti, metalli e profondità, come direttore di macchina e ingegnere subsea. Una vita fatta di pressione – nel senso tecnico, ma anche in quello più umano. Poi qualcosa è cambiato. La voglia, forse. O semplicemente il desiderio di qualcosa di più concreto, più vivo. Così ha scelto di tornare. Alla terra, alla fatica che sa di stagione, al vino.
È in Friuli, a Tricesimo, che nasce Le Due Torri. Una cantina piccola, voluta, fondata non su un’eredità da portare avanti, ma su una decisione precisa: cominciare da zero, per costruire qualcosa che valesse la pena di essere fatto. Niente retorica, niente marketing. Solo un vignaiolo che ha deciso di sporcarsi le mani di terra invece che di olio. E un pezzo di collina che ha accettato la sfida.
Le Due Torri non è una grande azienda. È un’officina agricola dove si sperimenta, si osserva, si impara. Diciotto ettari di vigneto coltivati con attenzione, senza fretta, senza scorciatoie. La tradizione vitivinicola friulana c’è, viva e presente, ma non è un totem. È una base da cui partire per spingersi oltre. Qui si usano tecniche moderne quando servono, perché conoscere il futuro non significa rinnegarlo. Ma tutto passa dalla vigna. Dalla terra. Dalla scelta consapevole di fare poco, ma bene.
Il vino nasce così: senza maschere, senza trucchi, con il minimo indispensabile di intervento. Gli additivi sono ridotti al minimo, gli interventi calibrati, le decisioni prese a partire dall’uva. Ogni bottiglia è un racconto di territorio, ma anche di stagione, di umore, di scelte quotidiane. La perfezione non è l’obiettivo. Lo è la coerenza.
Anche i nomi dei vini non seguono mode. Sono personali, a volte spiazzanti, sempre legati a una storia, a un’idea, a un momento. A Le Due Torri non si organizza il vino intorno all’etichetta: è l’etichetta che arriva, se arriva, dopo che il vino ha trovato il suo posto.
Ermanno non è nato vignaiolo, lo è diventato per volontà. Ha lasciato il mare per affrontare un’altra instabilità, quella del tempo, del clima, del terreno. Una sfida continua, faticosa, ma piena. Le Due Torri è il frutto di questa scelta: un progetto agricolo e umano che tiene insieme il coraggio di cambiare e il desiderio di restare. Una cantina friulana, radicata e aperta. Con i piedi nella terra e la testa che guarda sempre un po’ più lontano.