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Via Chiarelli 55
36070 Trissino  -Vicenza-
+39 0445 960 403
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Qui parlare di vino senza parlare della terra sarebbe un errore di prospettiva. Trissino è Vicenza agricola vera, colline lavorate da generazioni, pendii vigilati giorno dopo giorno. Non un paesaggio da cartolina, ma un suolo che chiede presenza costante, attenzione, misura. La vigna qui non è sfondo, è responsabilità .
Siamo nel cuore centrale della provincia vicentina, tra rilievi che alternano argille, marne e affioramenti minerali. Terre capaci di trattenere e di restituire, mai facili, che obbligano la vite a scendere in profonditĂ . Un contesto che non perdona lâapprossimazione e forma il carattere dei vini piĂš di qualsiasi scelta di cantina.
Ă in questo perimetro che nasce Masiero. Non come progetto definito, ma come progressiva adesione a un luogo. Nel 1996 Franco arriva a Trissino e capisce che vivere qui significa cambiare passo. Due anni dopo il trasferimento diventa definitivo. La collina detta i tempi e impone unâidea agricola fondata sullâequilibrio piĂš che sulla resa.
Il lavoro in vigna si orienta verso una pratica biodinamica concreta, quotidiana, lontana da ogni dichiarazione di principio. Lâintervento umano è ridotto allâessenziale e sempre commisurato alle reali necessitĂ della pianta. Le operazioni seguono lâandamento dellâannata e il calendario biodinamico come strumento di lettura dei cicli naturali. Potatura, gestione del verde e vendemmia sono manuali. I trattamenti si limitano a rame e zolfo, allâuso di corno letame e corno silice, distribuiti con mezzi leggeri per non compromettere la struttura del suolo. Ogni altro apporto chimico o di sintesi è escluso.
Allâinizio degli anni Duemila viene piantato il primo filare di Merlot. Un gesto inizialmente leggero, subito corretto dalla realtĂ del vigneto. La vite impone studio, rigore, continuitĂ . Da lĂŹ nasce Verdugo, vino che prende il nome da Andrea, il padre, e porta con sĂŠ la memoria di una viticoltura fatta di piccoli appezzamenti, di lavoro tenace, di poche concessioni.
Con il tempo il lavoro diventa condiviso. Francesca prima e Giulia poi entrano nel percorso, rendendolo familiare nel senso piĂš pieno del termine. Nel 2015 iniziano il recupero di un vecchio vigneto sulla collina di SantâUrbano. Qui il suolo cambia composizione, mescola marne e roccia vulcanica e restituisce una lettura piĂš articolata del territorio. Ă il punto di partenza per tornare alle varietĂ storiche della zona: Pinot grigio ramato, Garganega chiamata un tempo Dorona, Tai rosso, presente su queste colline da oltre un secolo.
In cantina la coerenza è assoluta. Nessun lievito selezionato, nessun controllo forzato delle temperature, nessuna solforosa. Il vino viene seguito nel suo percorso naturale, accompagnato senza interferenze. Una scelta esigente che richiede pulizia rigorosa, attenzione costante e accettazione del rischio come parte integrante del lavoro.
I vini di Masiero non cercano uniformitĂ . Ogni annata resta distinta, figlia del clima e delle decisioni prese in vigna. Vini che parlano del luogo prima che del vitigno, del lavoro prima che della tecnica. Non cercano consenso, cercano veritĂ agricola.
Qui la biodinamica non è ideologia, ma pratica osservata e verificata stagione dopo stagione. Un modo di stare nella terra che chiede ascolto, responsabilità e rispetto del tempo lungo. Il resto, come sempre, lo dice il vino.
Luigi Veronelli avrebbe detto che qui câè veritĂ contadina, non ideologia. Un fare vino che nasce dal dubbio e dalla cura, dalla conoscenza pratica e dalla capacitĂ di attendere. Senza proclami, senza maschere. Solo terra, uomini e tempo.
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