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La famiglia Valentini è una di quelle che attraversa secoli e secoli, portando con sé una tradizione che affonda le radici nel lontano 1600, rendendola forse la più antica cantina d’Abruzzo. Un'eredità che si è tramandata da generazione a generazione, e che ha trovato la sua più autentica espressione nelle mani di Francesco Paolo Valentini, l'ultimo custode di questa tradizione. Francesco Paolo non è solo un “artigiano”, come lui stesso ama definirsi, ma è anche un uomo che vive e respira la sua arte con una profondità che lo avvicina più a un "cantiniere zen" che a qualsiasi altra definizione moderna. La sua vita e la sua opera si sviluppano secondo principi di riflessione profonda e di rispetto silenzioso verso la natura, con un atteggiamento riluttante verso la frenesia della modernità. Se il mondo intorno a lui corre dietro alla tecnologia, al marketing e all’apparenza, Francesco Paolo preferisce restare a margine di tutto ciò, con una volontà quasi ferrea di non cedere ai richiami delle comunicazioni moderne. È noto per la sua idiosincrasia nei confronti dei cellulari, delle email e dei siti internet e, soprattutto, per la sua filosofia di marketing che, nel suo caso, può essere definita pressoché nulla.
Nel 2012, il suo Trebbiano d’Abruzzo riceve una menzione che segna la grandezza di un’intera regione: viene proclamato miglior vino italiano, un riconoscimento che potrebbe sembrare il culmine di una carriera, ma che, in realtà, è solo uno dei tanti che, con discrezione, ha continuato a ricevere nel corso degli anni. Questi premi non sono altro che l'eco di un lavoro che affonda nella terra e che risuona come un inno alla qualità e al territorio. Tuttavia, per Francesco Paolo, non sono questi i veri simboli del suo lavoro. Il vero valore risiede nel vino stesso, nei filari che crescono sotto il cielo abruzzese, e in una visione che ha sempre avuto la forza di ribaltare certe concezioni dominanti nel panorama vitivinicolo.
"Il Trebbiano d'Abruzzo spesso viene bistrattato", è una delle affermazioni che più lo caratterizzano, e con cui Francesco Paolo esprime il suo amore viscerale per il suo vitigno di riferimento. In un mondo dove il Trebbiano è a volte messo in ombra o giudicato troppo facilmente, Francesco Paolo ha sempre difeso la sua grandezza e la sua potenzialità. Per lui, il Trebbiano d'Abruzzo non ha niente da invidiare a vitigni più blasonati, e le sue parole sono cariche di un amore sincero che nasce dalla lunga esperienza e dall’ascolto delle sue terre. Non è un discorso che nasce per reclamare attenzioni, ma per celebrare una varietà che, purtroppo, è spesso sottovalutata.
La materia prima, per Francesco Paolo, è la vera anima di tutto il processo produttivo. “Per me il vino nasce in vigna”, dice con una certezza che non ha bisogno di prove. Il lavoro in vigna è il 90% di tutto, il luogo in cui la qualità del vino prende forma, dove la natura si osserva e si asseconda. Con il tempo, Francesco Paolo ha imparato a leggere la terra, a comprenderne i segnali e a fare in modo che la pianta cresca nel modo migliore. Solo così, secondo lui, è possibile ridurre le pratiche di cantina, affidando al lavoro naturale e a una fermentazione spontanea il compito di completare l’opera. La sua filosofia è chiara: il rispetto assoluto per la natura e per i suoi ritmi, con un approccio che si allontana dalle forzature della chimica e della tecnologia.
La sua cantina, piccola e familiare, è la cornice perfetta per una visione che non ha bisogno di artefici, di abbellimenti o di fronzoli. È qui, tra le botti di rovere e le uve che maturano lentamente, che nascono vini che parlano di un territorio autentico, che non ha bisogno di farsi notare per la sua grandezza, ma che, con la sua semplicità, conquista chi sa ascoltarlo. Francesco Paolo Valentini, con la sua filosofia di lavoro, è un uomo che guarda oltre il presente, affermando con fermezza che il vino non è un prodotto da consumare velocemente, ma un elisir di tempo che deve evolversi lentamente, per raccontare con verità il suo cammino, dalla vigna alla bottiglia.