Via Trento 58
Fabbrecce 06018
Città di Castello (PG)
In Umbria, a Città di Castello, là dove l’Alta Valle del Tevere allarga il respiro e la campagna conserva ancora un passo umano, nasce il progetto di Nicola Belei.
Non come scelta improvvisa, ma come esito naturale di una riflessione profonda sul valore della terra, della campagna, della famiglia. Una famiglia di agricoltori, prima di tutto. Una famiglia che la terra non l’ha mai guardata dall’alto, ma sempre da vicino, con le mani dentro.
È da questa consapevolezza che prende forma l’idea di fare vino. In un tempo in cui la natura chiede aiuto all’uomo – chiede rispetto, ascolto, misura – Nicola sceglie di fermarsi, osservare, e rimettere la terra al centro. Contro una narrazione moderna che spesso ha voluto l’uomo protagonista e la natura semplice mezzo, qui si torna a un principio più antico: la terra come fine, come origine, come voce da non sovrastare.
Accanto a lui c’è Maurizio, il padre. Agricoltore, uomo di campagna, memoria viva di un sapere costruito giorno dopo giorno. Il progetto nasce e cresce come dialogo tra generazioni, dove l’esperienza non frena la visione, ma la sostiene. Maurizio è presenza costante, concreta, silenziosa quando serve: è la continuità di un rapporto con la terra che non si è mai interrotto.
«Un puntino in mezzo al mare che può cambiare qualcosa», così Nicola racconta il senso del suo lavoro. Un gesto piccolo, consapevole, ma carico di responsabilità. Fare vino non per imporre uno stile, ma per lasciare parlare un territorio, per restituire nel bicchiere il carattere della terra da cui tutto nasce. Con una convinzione che guida ogni scelta: il vino non è mai perfetto, ma rappresenta chi lo fa.
Il progetto prende forma nel 2015, sostenuto dal lavoro quotidiano in vigna e in campagna, dalla condivisione familiare, da una visione comune. Da qui fioriscono etichette tutte da scoprire, ognuna con una storia propria, ma unite da un filo che non si spezza: passione, natura e famiglia.
Il territorio di Città di Castello accompagna e sostiene questo cammino. Una terra di confine e di incontro, segnata dal Tevere, da colline dolci e suoli che raccontano una ruralità ancora viva. Qui il tempo ha un altro passo, e il lavoro agricolo conserva una dimensione etica prima ancora che produttiva. È questo contesto che dà senso al vino, che lo rende espressione e non costruzione.
Guardando al futuro, l’obiettivo resta chiaro e volutamente controcorrente: rimanere una piccola realtà a conduzione familiare. Crescere non in volume, ma in consapevolezza. Arrivare a più persone senza perdere identità. Valorizzare il frutto della propria terra come autentico prodotto del territorio, restando fedeli a ciò che si è fin dall’inizio.
Perché è lì, in quel “puntino in mezzo al mare”, che Nicola e Maurizio Belei continuano a credere. E a lavorare.
Sterpognolo 2024 – Cantina
Belei
IGT Umbria Rosso
Sangiovese, Merlot, Canaiolo
Rosso vivo, leggermente
velato, coerente con una materia lasciata integra. Nel calice è mobile, non composto, attraversato da una vitalità continua.
Il naso è diretto, senza
mediazioni. Visciola e prugna selvatica aprono il passo, seguite da melograno e da una nota amara di scorza. Poi la terra, umida, scura, con richiami di radice, erba schiacciata, ferro. Una
traccia wild affiora e resta, parte del racconto. La terracotta accompagna in profondità, dà respiro, non impone forma.
Il sorso è asciutto, teso,
vivo. L’ingresso è franco, la freschezza corre, il tannino è presente, ruvido quanto basta, fatto di buccia e materia. La sapidità tiene il vino in equilibrio e lo allunga. Il finale è
terroso, persistente, coerente, lascia una scia netta.
Un rosso agricolo, integro,
legato al gesto e al luogo.