Il nome “Tauma” in aramaico significa "gemello", e non è un caso che questo termine definisca il rosato che Giuliano Pettinella produce dalle sue vigne di Montepulciano. Le sue due parcelle di vigneto sono infatti gemelle, non solo per la somiglianza tra loro, ma anche per il legame profondo che Giuliano ha con la terra e con la sua famiglia. Non sono solo i grappoli, frutti di un amore che nasce dalle radici del territorio, a essere gemelli, ma anche le sue figlie, che insieme alla moglie Francesca gli regalano una vita che è una continua danza di passione e impegno.
Il vigneto più anziano, di circa quarant'anni, è allevato a pergola abruzzese e si trova alle pendici della Maiella, nel comune di Tocco da Casauria, un angolo di Pescara dove l’aria è fresca e pura. L’altro vigneto, più giovane, ha quindici anni ed è allevato a cordone speronato basso. Questo si affaccia sul mare, a Silvi Marina, dove il respiro salmastro del mare accompagna la crescita delle viti.
Giuliano è originario di Macerata, nelle Marche, ma le sue radici affondano in Abruzzo, la terra che suo zio Giovanni, un uomo di grande saggezza e passione, coltivava con dedizione, tramandando l’amore per le vigne. Laureato in Giurisprudenza, Giuliano è ufficialmente un avvocato, ma dal 2000, anno della sua prima vendemmia, si è scritto un destino diverso, più autentico, più vicino alla terra.
La sua passione per la viticoltura è profonda, e la stessa passione traspare nei suoi scritti, visto che Giuliano collabora con Porthos, una delle riviste più prestigiose nel mondo del vino, del cibo e della cultura. La sua produzione iniziale, però, è esclusivamente per uso famigliare. Il vino che nasce, infatti, è il frutto di un impegno che, seppur piccolo, è sincero e genuino. Ben presto, però, quando amici e conoscenti iniziano a manifestare un vero interesse per il suo vino, Giuliano si rende conto che forse è giunto il momento di dare una forma più strutturata alla sua passione.
Nonostante il suo lavoro da avvocato, Giuliano non si perde nei labirinti burocratici e nelle certificazioni biologiche, pur rispettando i principi che gli stanno a cuore. Non è la moda del momento che lo spinge, ma la ricerca di un vino sincero, un rosato che non ha bisogno di etichette per essere “bio”. In vigna, non vi è traccia di fertilizzanti chimici, ma solo letame bovino e ovino ogni cinque-sei anni, e in alternanza, il favino che arricchisce il terreno di nutrienti naturali.
Nel 2010, Giuliano dà il via alla commercializzazione della prima annata di Tauma, un rosato che si rivela, sin da subito, una sorpresa per chi lo assaggia. Il “piccolo grande rosato” conquista velocemente una posizione di rilievo, non solo tra gli amici di Giuliano, ma anche tra i critici più esperti, che ne lodano la qualità e la personalità.
Gli ingredienti che rendono Tauma un vino esplosivo sono tanti, ma il più importante è senza dubbio la determinazionedel produttore. Giuliano, infatti, è consapevole che per lui non è importante raggiungere grandi numeri, ma garantire sempre un’elevata qualità. L’importante è restare fedele al proprio stile, al proprio sogno. Accanto a lui, il supporto di Leonardo Seghetti, enologo di grande esperienza, e di Vittorio Cantoro, agronomo di talento, contribuiscono a dare forma a un progetto che, con il tempo, cresce e si affina, senza mai perdere la sua autenticità.
Tauma è un prodotto artigianale, un frutto della passione e dell’impegno quotidiano, che vuole raccontare una storia di amore per la terra, di tradizione, ma anche di modernità. Giuliano sa che il suo vino è figlio di un territorio, di un’esperienza e di un impegno che non ha bisogno di definizioni, ma che parla da sé, con il suo carattere, il suo coraggio, la sua verità.