Cantina Diego Fabrizio Angileri 🍷

Diego Angileri &  Laura Ellwanger


Azienda Agricola Diego Fabrizio Angileri

Contrada Matarocco 419

91025 Marsala (TP)

 

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www.diegofabrizioangileri.it

 

La Sicilia, con la sua forza cruda e primordiale, è protagonista assoluta, un’isola di mare e di fuoco, dove la vite ha imparato a convivere con la sabbia e la pietra, la siccità e la luce. Qui la biodiversità non è concetto astratto ma carne viva, paesaggio che muta, sapore che resta. Ma un sogno così, per farsi vino, richiede tempo. Per dieci anni il progetto resta in divenire, si osservano i terreni, si ascoltano le viti, si impara a leggere il ritmo delle stagioni. È un'attesa attiva, un cammino lento, fedele all’idea che la viticoltura, se vuole essere vera, non può che nascere dalla conoscenza profonda del luogo.

Nel 2020, Diego muove i primi passi in un percorso personale legato al mondo del vino, partendo da un piccolo vigneto adiacente al palmento di famiglia con risultati sorprendenti, dove si coltivavano uve rosse. Da lì si procede per gradi, con rispetto e ostinazione. Nel 2023 arriva la scelta di alzare la posta, vengono piantati ad alberello, il Carricante — varietà austera, figlia dell’Etna — e il Catarratto, simbolo della zona di Marsala. Accanto a questi, prende forma il recupero dei vecchi vigneti familiari, che restituiscono Grillo e Syrah, uve che da tempo attendevano di tornare protagoniste. Nascono così da questi vecchi vigneti i primi vini della cantina, LUNA SU MARTE un nome che è visione, ossimoro, racconto. Una linea essenziale, fatta di pochi vini, un bianco e un rosato, figli del territorio e del pensiero.

Tutto in piccola scala, senza scorciatoie, senza mediazioni. Diego lavora come si lavora a un pensiero, con mani sporche, tempo lungo e nessuna fretta. La cantina non è un’azienda, è un gesto. Una dichiarazione d’intenti. Qui non si inseguono le tendenze, non si parla di numeri. Si lavora la vigna come si lavora un campo da coltivare: con dedizione agricola, con rispetto, con cura. Perché fare vino, per Diego, non è mai stato un mestiere. 

È una scelta che nasce da un senso di coerenza, forse anche dal desiderio di seguire un percorso piÚ autentico: dare vita a vini espressivi, da vigne che raccontano come il tempo e la pazienza siano valori che ripagano, affondate in marne calcaree, antiche e silenziose, che conservano la memoria di un mare scomparso. Accettare tempi piÚ lunghi significa anche continuare a dialogare con un territorio che, se ascoltato con attenzione, ha ancora molto da raccontare.

 

 

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