Bastia Valdobbiadene

Rebuli Michele


via Strada di Saccol, 30

Saccol di Valdobbiadene (Tv) 

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Michele è un vignaiolo che ha una visione unica della viticoltura, dove l’obiettivo non è solo produrre vino, ma farlo nel rispetto profondo della natura, seguendo un concetto che va oltre le classificazioni tradizionali. Per lui, non esiste un solo modo di coltivare una vite, e crede che in futuro la viticoltura possa liberarsi dalle categorie nate da pratiche ormai consolidate. La sua riflessione sul concetto di vino naturale è radicale, tanto che considera anche la potatura come un intervento innaturale sulla pianta, un pensiero che lo allontana dall’idea tradizionale di vino naturale. Piuttosto, Michele si concentra sull’equilibrio, un concetto che è diventato il suo principio guida.

Per Michele, l'equilibrio è il cuore della viticoltura: equilibrio tra tradizione e innovazione, tra sensibilità ed esperienza, tra natura e tecnica. La sua filosofia è che solo attraverso questo equilibrio si possa produrre un vino che non sia il risultato di forzature tecniche, ma l’espressione autentica del terroir.

Il suo approccio alla tradizione non è quello di replicare passivamente pratiche del passato, ma di utilizzare il sapere antico per navigare verso il futuro, esplorando e sperimentando senza mai perdere di vista le radici. Innovazione, per Michele, non significa distaccarsi dalla natura, ma trovare soluzioni che rispettino e assecondino il ciclo naturale delle piante e dei suoli, migliorando la qualità senza stravolgere la loro essenza.

In vigna, Michele adotta una sensibilità che gli consente di leggere la terra e le piante, ascoltando il loro ritmo e i loro bisogni, mentre l'esperienza gli consente di rispondere a questi segnali in modo consapevole e pragmatico. Questo dialogo continuo con la natura è ciò che permette ai suoi vini di essere veri e autentici, senza forzature.

L’equilibrio tra natura e tecnica è fondamentale per Michele. La tecnica non deve invadere o sopraffare la natura, ma accompagnarla in modo discreto, intervenendo solo quando strettamente necessario. L'uso della tecnica non è fine a sé stesso, ma serve a permettere al vino di esprimersi al meglio delle sue potenzialità, mantenendo sempre intatta la connessione con la terra.

Quello che Michele cerca di ottenere con il suo lavoro è un vino che non sia solo il risultato di tecniche moderne, ma che racconti la storia di un territorio, di una vigna che cresce in simbiosi con l’ambiente che la circonda. Ogni annata è diversa, ogni vino è una narrazione del momento in cui è stato prodotto, un racconto che parla del terroir e delle scelte fatte con cura, senza fretta e senza artifici.

In sintesi, per Michele, il vino non è un prodotto, ma una filosofia di vita. Il suo approccio, basato su equilibrio e rispetto, è un percorso che unisce la passione per la vigna con il desiderio di creare qualcosa di unico e genuino. Il vino che Michele produce non è mai il risultato di una ricerca della perfezione formale, ma di un desiderio sincero di celebrare la natura e il suo potenziale, affinché ogni bottiglia rifletta l’autenticità e l’unicità del luogo in cui è stato creato.