Torre alle Tolfe

Mania Castelli


 

Str. delle Tolfe 12

53100 Siena SI

Tel.05771646600

 

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latorrealletolfe.com/it/

 

C’è un luogo, appena fuori Siena, dove la terra non viene sfruttata ma ascoltata.

Un luogo in cui il paesaggio non è scenografia, ma sostanza viva, memoria che respira tra filari, olivi e boschi.

La storia affonda lontano. Si racconta di Tolfo dei Gricci, cavaliere al seguito di Carlo Magno, che nell’VIII secolo fece erigere qui una torre di avvistamento. Poi i secoli scorrono, e già nel 1316 emergono le prime tracce scritte di vino, segni di una vocazione che non si è mai interrotta. Negli anni ’50 Luigi e Lunella Castelli acquistano la proprietà, affidandola al tempo e alle generazioni. Oggi Mania Castelli continua questo filo sottile, senza interromperlo, custodendo e aprendo allo stesso tempo.

Torre alle Tolfe si distende su cinquanta ettari di dolci colline che guardano il Chianti come si guarda qualcosa di familiare, senza bisogno di possederlo. Qui l’agricoltura non è solo pratica, è scelta etica, gesto quotidiano che rimette al centro la relazione tra uomo e natura. Rigenerare, prima ancora che produrre. Restituire, prima ancora che raccogliere.

La conduzione biologica certificata è solo un inizio. Nei campi, l’assenza di chimica lascia spazio al ritorno. Insetti, fiori spontanei, animali. La biodiversità non si proclama, si manifesta. Si muove tra i filari, si posa, attraversa. Ogni angolo della tenuta porta il segno di una terra che, se rispettata, torna a raccontare senza retorica.

I vigneti, tredici ettari, parlano la lingua dell’agricoltura rigenerativa. Non basta conservare, qui si sceglie di restituire.

Il suolo viene accompagnato, nutrito, riportato a una fertilità più profonda. Le radici scendono, cercano, incontrano una vita che non si vede ma sostiene ogni cosa. Il terreno respira, torna organismo. Tra i filari l’erba cresce libera, i fiori segnano il tempo, gli insetti ritrovano casa. È un equilibrio che non si impone, si costruisce, stagione dopo stagione.

E allora il vigneto smette di essere isola. Si lega agli olivi, ai boschi, agli orti, agli animali. Diventa parte di un tutto che non separa, ma unisce. Accanto, diciassette ettari di oliveti restituiscono oli essenziali, misurati, veri. Otto vini, tre oli.

Numeri che non cercano scena, ma coerenza. In cantina, la cura delle vinificazioni è affidata alla sensibilità di Teresa Castellani, enologa attenta e misurata, capace di accompagnare il vino senza sovrastarlo.

Le fermentazioni sono spontanee, i gesti essenziali. Nessuna forzatura, nessuna scorciatoia.

Il vino nasce come accadeva, seguendo tempi che non si comprimono. È il riflesso di un sistema vivo, non il suo scopo.

Porta dentro non solo l’annata, ma una direzione precisa, dare alla terra più di quanto si prende.

La tenuta non si limita a custodire. Si apre. Accoglie. Condivide.

Chi arriva trova un ritmo diverso. Camere, cucina, orto, erbe aromatiche, animali. Si vendemmia insieme, si raccolgono olive, si osserva il passaggio delle stagioni senza fretta. Torre alle Tolfe non promette evasione, ma ritorno.

Alla terra, prima di tutto. E a quell’idea antica, necessaria, che prendersene cura sia l’unico modo per restare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un rosato integro, nervoso, che rifugge ogni compiacimento e trova nella sua tensione

una bellezza essenziale. Un vino vero.