via Oslavia 5
Turri di Montegrotto Terme (PD)
349 234 1093
Sui Colli Euganei la terra non è fondale, è sostanza viva, materia che resiste e domanda rispetto.
A Turri, frazione di Montegrotto Terme, l’azienda agricola La Rosi sta dentro questa verità senza cercare scorciatoie.
Non nasce per fare vino, nasce per restare.
Tutto inizia nel 1974. Rosanna e Francesco acquistano la terra. Non c’è progetto, c’è una scelta di vita.
Rosanna è figlia di questi colli, Francesco porta con sé l’eco di Valdobbiadene, dove la vite insegna misura.
Si comincia così, con il lavoro e con il tempo. Il nome arriverà dopo, nel 1998, azienda agricola La Rosi, e dentro quel nome resta un’impronta femminile che non è ornamento ma direzione.
Poi la continuità, che non è mai automatica. Si chiama Elisa. Parte, studia, si allontana fino in Australia, dove il lavoro è fisico, concreto, senza protezioni. Impara, ma soprattutto capisce. Che la terra non è un’opzione. Torna nel 2013, senza dichiarazioni. Entra piano, osserva, si forma. La potatura, il gesto, l’attesa. Sceglie una via che non concede scorciatoie, quella di un’agricoltura che non tradisce il luogo.
Oggi Elisa è misura e responsabilità. Non impone, custodisce. Le vigne, alcune oltre i settant’anni, stanno larghe, respirano. Non cercano rese, chiedono ascolto. Quando una pianta manca, non si sostituisce, si continua con lei dentro, attraverso innesti dalle vecchie viti. È un’idea di tempo che non accetta interruzioni.
La collina dispone le varietà senza rigidità, Pinella, Garganega, Moscato Giallo e Bianco, poi Merlot e Cabernet Franc.
Poco distante, un altro ettaro, Barbera e Malvasia Istriana e poi ancora: Raboso del Piave, Verona.
Non è espansione, è coerenza. Sotto, la terra tiene insieme argilla, calcare e vene vulcaniche.
Materia complessa, che non perdona approssimazioni.
Dal 2018 la scelta è netta. Lavorare in biologico, togliere invece di aggiungere, intervenire solo quando necessario. Anche lo sguardo alla luna non è rito, è attenzione. I trattamenti sono pochi, essenziali. Poltiglia bordolese quando serve, propoli autoprodotta, presenza costante. Nessuna scorciatoia, nessuna concessione.
Attorno, la terra non si frammenta. Ulivi, api, alberi da frutto, confetture, succhi, olio.
È un organismo unico, dove ogni parte sostiene l’altra.
L’azienda agricola La Rosi oggi è questo. Una fedeltà. Elisa tiene il filo e lo porta avanti senza rumore, senza retorica.
Il vino non è mai un fine. È, semmai, la prova.