Là dove le colline romagnole si arrampicano verso la luce, tra le vene di gesso che danno nome a un parco, oggi Patrimonio Unesco, vive una donna che ha fatto dell’olivo il compagno silenzioso e paziente di un cammino interiore e agricolo.
Laura Zonin, fondatrice di OrtoEvo, non è una semplice olivicoltrice, è custode di un'eredità viva, ricevuta per amore.
Gli olivi – donati dagli zii paterni – non sono stati soltanto alberi, sono diventati segni, memorie, direzioni.
E lei, testarda e consapevole, ha saputo leggerli.
Dal 2012 raccoglie, pota, cura. Ha studiato: la potatura, la gestione dell’oliveto, l’assaggio, il frantoio. Ma ciò che la distingue è un’altra scuola, quella della terra, della fatica, del silenzio tra i rami, del sudore che sa di sole e vento.
È lì che ha imparato di più. OrtoEvo oggi è una piccola azienda agricola di circa dieci ettari, in conversione biologica, multifunzionale per vocazione, non per moda. Non è un luogo ma un’idea, quella che l’agricoltura, se fatta con verità, può diventare gesto poetico e politico insieme.
Si coltiva un vigneto antico del 1968, da uve albana e sangiovese. Un impianto di fiori melliferi accompagna la stagione, un orto e alberi da frutto sfamano l’anima oltre che la famiglia. Ma il cuore resta l’oliveto. 1200 olivi, giovani e centenari, allevati con impianto tradizionale, vegliano sul paesaggio e ne modellano il respiro.
Da due anni Laura lavora anche come frantoiana in un frantoio locale. Non si accontenta di conferire le olive le segue, le accompagna, le interpreta.
L’olio, per lei, non è prodotto finito, è racconto fluido di un percorso che inizia nella radice e si compie nel frantoio.
Produce oggi due tipologie di olio extra vergine d’oliva, frutto di studio, ascolto, amore.
Laura non cerca di conquistare il mercato, vuole raccontare una verità. Quella del lavoro onesto, della biodiversità custodita, delle varietà autoctone che non si piegano alla resa ma parlano di origine.
OrtoEvo è una promessa mantenuta. Una storia agricola che ha il profumo dell’erba sfalciata, della nebbia del mattino, della scorza verde dell’oliva appena matura. Un olio che non ha bisogno di artifici, perché ha già tutto: terra, tempo e tenacia.