Via Campagna 29
Ponte di Piave (TV)
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Carolina Gatti è una figura che incarna la passione, l’impegno e la determinazione che permeano il mondo della viticoltura. Con il suo lavoro in vigna, ha saputo trasformare un’eredità familiare in un progetto che non solo guarda al passato, ma porta anche un forte messaggio di modernità e territorialità. La sua azienda è un piccolo angolo di tradizione e innovazione, dove ogni bottiglia racconta non solo la storia del suo territorio, ma anche la sua visione unica del vino.
Carolina ha preso in mano l’azienda di famiglia con una determinazione che si riflette nel suo approccio “sovversivo” alla produzione del vino. Il suo Colfondo, nella sua versione rifermentata in bottiglia sur lie, è una delle espressioni più autentiche della sua passione e della sua ricerca della qualità. Questo vino, simbolo di una tradizione antica e di una modernità che non teme di essere diversa, è il perfetto esempio di come la viticoltura possa essere un atto di rivoluzione. Colfondo, infatti, non è solo un vino, ma una filosofia che rompe con le convenzioni moderne della produzione vinicola, mantenendo viva la connessione con il territorio e le tecniche di vinificazione naturali.
Ma non è solo il Colfondo a rendere unica l’azienda di Carolina. Il suo Raboso, un vino che divide e appassiona, è una vera e propria dichiarazione d’amore per il Piave e per le sue varietà autoctone. Questo vino ha il potere di suscitare emozioni forti, grazie alla sua caratteristica distintiva e alla sua capacità di raccontare la storia del territorio da cui proviene. È un vino che non lascia indifferenti e che trova in Carolina una vera e propria ambasciatrice.
Il percorso di Carolina non è stato certo privo di sfide. Dopo esperienze di formazione e di vita in Sud America e nel mondo del vino, ha deciso di rimanere fedele all’eredità lasciatale da suo padre, portando avanti il lavoro di famiglia con un’impronta personale e innovativa. Il suo legame con i 5 ettari di terreno che ha a disposizione è profondo, e il suo impegno è tangibile in ogni fase della produzione. Ha scelto di mantenere gli storici sistemi d’allevamento delle Bellussere, che rischiano l’estinzione, e di lavorare con cura sulla potatura per assicurarsi che la carica delle gemme sia equilibrata, per ottenere un vino che rispetti il ritmo della natura.
Per Carolina, fare vino significa anche affrontare le difficoltà quotidiane della vita in vigna con umiltà e passione. Parla spesso delle vesciche che le lascia la potatura, delle mani nere di tannino durante la vendemmia, e del naso rosso per il freddo dell’inverno. Sono questi piccoli sacrifici, questa dedizione quotidiana, che la fanno sentire una vera vignaiola, una donna che vive e respira il vino. Per lei, la qualità non è solo un obiettivo, ma una continua emozione che nasce dalla connessione profonda con la terra e con il lavoro che ogni giorno svolge.
La filosofia di Carolina, come espressa nella citazione di Robert Pirsig che le è tanto cara, riguarda proprio la trasformazione del lavoro in arte. Ogni bottiglia di vino che porta il suo nome è il risultato di un processo che va ben oltre la semplice produzione: è un atto creativo, un’espressione di sé, e un’opera che parla della sua visione e del suo impegno. È un lavoro che rende Carolina una persona interessante agli occhi degli altri, perché ha saputo fare del suo lavoro una vera e propria arte, capace di emozionare e di raccontare storie uniche, anno dopo anno.
In un mondo in cui spesso il vino viene standardizzato e prodotto in modo industriale, il lavoro di Carolina Gatti si distingue per la sua autenticità, per il rispetto verso la tradizione e per l’amore che mette in ogni fase della produzione. Il suo vino non è solo una bevanda, ma un’esperienza sensoriale e una dichiarazione d’amore per la terra che la ospita. Il suo impegno è un invito a tutti a scoprire le mille sfumature del vino, a non accontentarsi mai e a mettersi in gioco, proprio come lei fa ogni giorno.