La cultura è come la marmellata, meno ne hai più la spalmi
Eppure c'è stato un tempo...
Era il 68... anni formidabili...forse intrisi di instabile ingenuità, ma ricchi di idealità, di collettiva disponibilità, di socialità e soprattutto di
speranza.
Si parlava di culturae con spregiudicatezza semantica si amplificava la sua valenza.
Si univa all'accademicità anche la straordinaria vivacità dell’esperienza popolare, la cui acquisizione rappresenta il vero significato della crescita
culturale.
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