Contrada Caucciolo,
Fittà, frazione di Soave
+39 333 671 7610
Dove la natura non ha mai smesso di parlare.
Siamo a Fittà, tra le colline alte del Soave, dove le radici delle vigne s’intrecciano con quelle della memoria. Una terra che conserva, sotto ogni zolla, il racconto tenace di chi l’ha vissuta, curata, amata. Qui nulla è dimenticato: ogni filare, ogni sasso mormora storie di mani sporche, di scelte fatte con il cuore, di ritorni necessari.
Fittà non è solo un borgo: è un altopiano vulcanico che osserva silenzioso la pianura. Qui le colline si fanno scoscese, i venti corrono tra i filari e la luce rimbalza sulle rocce basaltiche come su uno specchio antico. I suoli neri, ricchi di minerali, parlano una lingua aspra e generosa, capace di incidere il carattere dell’uva e di chi la coltiva. È un territorio che impone rispetto. Qui la vigna non si doma: si accompagna, si segue, si lascia fare. Il vino che nasce da questi pendii ha il passo dei luoghi alti: netto, preciso, senza vezzi.
Francesco Martinelli è tornato a Fittà dopo anni altrove. È artista, ristoratore, inquieto di natura. Ma questo angolo di mondo lo chiama con voce bassa e profonda, e lui risponde. Non lo fa per moda né per mestiere, ma per bisogno. Perché certe terre non ti lasciano andare, e chi le ascolta davvero finisce per rimetterci le mani, la testa, il tempo. Insieme a lui c’è Antonio Zappoli, giovane agronomo che parla con le piante come si parla con i vecchi: con rispetto. Coltiva in biologico e in biodinamico, ma prima ancora coltiva attenzione.
Cantina Martinelli non nasce per conquistare, ma per restituire. Non è un’azienda, è un’idea: quella che la terra, se la sai ascoltare, ti racconta come vuole essere toccata. Nessuna corsa, nessuna scorciatoia: solo gesti quotidiani, precisi, pazienti. Lentezza come scelta politica. Ogni decisione è figlia del luogo, non delle tendenze.
Questo progetto è un atto d’amore, e l’amore, si sa, richiede cura. Cura delle viti, del suolo, dei tempi. Ma anche cura delle parole, delle mani, dei silenzi. Nulla qui viene fatto per caso. Ogni bottiglia è un frammento di paesaggio, un pensiero messo in fermentazione.
Cantina Martinelli è questo: un patto sottovoce tra uomini e terra, che non ha bisogno di proclami, ma di fedeltà quotidiana.
Un vino che nasce senza rumore, ma che si fa ricordare.