Valturio

Adriano Galli


Via Grassano Caltravaglio, 10

Macerata Feltria (PU)

Tel.0722728049

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valturio.com

 

 L’etichetta del Sangiovese dell’azienda Valturio è un’opera d'arte in sé, dove un drago elegante, ma fieramente guerriero, campeggia come simbolo di forza e tenacia. Questo disegno, ripreso dal tratto di Roberto Valturio, illustre intellettuale del Rinascimento e autore di De Re Militari, un trattato fondamentale sulla guerra, non è solo una rappresentazione estetica, ma un tributo alla storia gloriosa dei territori del Montefeltro. Quella stessa storia che Adriano Galli, fondatore dell’azienda Valturio, decide di rievocare con lo spirito combattivo del drago, riportando alla luce una terra che per troppo tempo era rimasta dimenticata.

Nel 2002, con la fondazione della sua azienda a Caltravaglio, Adriano Galli, con un’intuizione visionaria, decide di dedicarsi alla rinascita dei vigneti del Montefeltro, una terra che da oltre quarant’anni giaceva abbandonata. La sua storia è peculiare e affascinante: proveniente dal mondo della stampa d’arte a Rimini e con una moglie originaria di Macerata Feltria, Adriano porta nel cuore l’immagine della campagna del Montefeltro e, spinto da un amore profondo per quella terra, decide di prendere in mano i vigneti abbandonati, recuperandoli con il sudore della sua fronte. Le tradizioni vinicole di questa zona si fermano negli anni ’30, ma affondano radici lontane, nel Medioevo. Ancora oggi, tra i filari, si trovano alcune migliaia di piante di alicante, vitigno donato a Federico da Montefeltro, il duca di Montefeltro, che presenta una parentela stretta con il cannonau sardo.

Il terreno che Adriano si trova ad affrontare è tutt’altro che facile: composto da arenaria e argilla, con pendenze che sfiorano il 40% e un’altitudine che varia dai 400 ai 550 metri sul livello del mare, rappresenta una sfida in grado di mettere alla prova chiunque. Eppure, per Adriano Galli, è proprio questa sfida che rende il terreno perfetto per il vino, e per riportarlo in vita decide di ripristinare i terrazzamenti a mano, a colpi di zappa, senza mai tirarsi indietro.

Con l’azienda Valturio, Adriano intreccia le sue due grandi passioni: i libri antichi e la terra. Una terra che è radicata nelle sue origini familiari e che ha voluto fortemente diventasse la casa delle sue vigne. Un atto d’amore che si coniuga con una forte etica ambientale: l’azienda è certificata biologica e segue rigorosamente i principi della biodinamica. L’acqua, inoltre, proviene da una sorgente che Adriano ha riscoperto nel corso della bonifica dei terreni.

La storicità dell’azienda è rappresentata dalla vecchia cantina, fondata nel 1759, che ancora oggi ospita le bottiglie del metodo classico. La nuova cantina, invece, è un esempio di modernità e sostenibilità, essendo autosufficiente dal punto di vista energetico grazie a un impianto fotovoltaico che ricopre il tetto.

Le vigne si estendono per undici ettari su terreni marnosi arenacei, dove la raccolta avviene esclusivamente a mano, con un lavoro che definire eroico non è esagerato, considerando l'elevata pendenza dei terreni. Il Valturio è il vino simbolo dell’azienda, il Sangiovese che incarna l’essenza stessa del Montefeltro: ricco ed elegante, matura a metà ottobre, permettendo all’uva di esprimere pienamente tutte le caratteristiche della terra.

Al Sangiovese Valturio si affiancano altre etichette pregiate: l’immediato Olmo sempre prodotto con uve Sangiovese,  Chiù, un rosso dal taglio bordolese, il Caltravaglio bianco da uve Viognier.

Nella proprietà si trovano anche olivi secolari, una presenza che ha ispirato Adriano a intraprendere la produzione di olio extra vergine biologico dalla varietà Raggiola, caratterizzato da una personalità spiccata e unica.

Ma la storia di Adriano è anche una storia di riscatto e di speranza. Dal 2010, infatti, ha voluto dare l'opportunità a detenuti della casa mandamentale di Macerata Feltria di lavorare in vigna, dal mese di febbraio fino ad ottobre, offrendo loro un'occasione di reintegrazione sociale e di recupero personale. Così, la terra non è solo un luogo di lavoro, ma anche un cammino di trasformazione, un sentiero per ricostruire una nuova vita.

Adriano Galli, quindi, non è solo un produttore di vino. È un custode di una storia millenaria, un uomo che con coraggio e passione ha fatto rinascere una terra e l’ha trasformata in un’opera d’arte vivente, dove ogni bottiglia racconta non solo la storia della sua azienda, ma anche quella di un riscatto personale e collettivo.