Az. Agr. Albamocco S.s.
Contrada coste del molino 1A
Poggio San Marcello (AN) 60030 Italia
Tel +39 320 5509345
C’è una parte delle Marche dove il Verdicchio, vitigno simbolo della regione, sta vivendo una seconda giovinezza. Non perched cambi natura, ma perché cambia chi lo coltiva. Giovani vignaioli, spesso alla prima esperienza agricola, stanno reinterpretando questo territorio con uno sguardo sobrio, tecnico, consapevole. Tra loro, Alessandra e Filippo: trent’anni, una famiglia, un progetto agricolo costruito con misura, tra le colline dei Castelli di Jesi. La loro azienda si chiama Albamocco ed è prima di tutto una scelta di vita. Non un ritorno alla terra, ma un ingresso meditato, privo di romanticismi, dentro il lavoro agricolo. Né improvvisato né nostalgico, il loro è un percorso che nasce dall’ascolto di un luogo, si radica attraverso l’apprendimento e si struttura in una quotidianità fatta di gesti precisi. Oggi gestiscono vigneti, vinificano con metodo, stanno costruendo una nuova cantina. Il territorio è quello classico del Verdicchio, una valle aperta e ventilata, a cavallo tra le brezze del mare e il respiro fresco dei boschi. L’altitudine moderata, i suoli argilloso-calcarei, l’esposizione favorevole disegnano un ambiente sobrio, essenziale. I vigneti, allevati a guyot basso, sono condotti con rigore agronomico: potature ragionate, lavorazioni manuali, concimazioni organiche, interventi limitati al rame e allo zolfo. L’azienda è in conversione biologica, per coerenza più che per bandiera. Anche in cantina si procede con misura. La raccolta è manuale, la pressatura soffice, le fermentazioni si svolgono in acciaio, senza legno né scorciatoie tecnologiche. Nessuna urgenza di stupire, nessun compiacimento stilistico. I vini maturano nei loro tempi, accompagnati con precisione e attenzione. L’obiettivo è un Verdicchio netto, diretto, che non si traveste. Albamocco non nasce per essere raccontato, ma per durare. La cantina che stanno costruendo in cima ai vigneti ne è l’esempio: razionale, integrata nel paesaggio, pensata per lavorare bene e a lungo. Ogni scelta risponde a una visione agricola che privilegia la continuità alla vetrina. Alessandra e Filippo rappresentano con chiarezza una nuova generazione del vino marchigiano. Non cercano scorciatoie, non inseguono mode. Lavorano in modo presente, lucido, quotidiano. Dentro una terra che non cercano di addomesticare, ma di comprendere. Albamocco è questo. Una viticoltura giovane, senza proclami, che ha già qualcosa da dire.